INCONTRI  ED  APPUNTAMENTI


INDICE

Orario delle riunioni
Incontri speciali
Da altre comunità
In memoria di. . . . 













Orario delle riunioni

Domenica
ore 10,00
Studio Biblico
Domenica
ore 11,00
Culto al Signore

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Incontri speciali

25° Incontro per le Chiese di Cristo in Italia

Velletri “Centro Ecumene”- Roma - 27-29 Maggio 2005

Tema dell'incontro: 

    “Incontrando Gesù nel Vangelo di Luca”

Programma generale 

Venerdì 27 Maggio 2005
Ore 14,30 - 16,30 Accoglienza ospiti ed assegnazione delle stanze
Ore 17,00 Apertura convegno ed Introduzione al Vangelo di Luca: Giancarlo Balboni - Roma
Ore 17,15 1° Relazione: La folla incontra Gesù: «Che dobbiamo fare?» (Brano guida Luca 3, 10-14) Roberto Innocenti di Roma
Ore 17,45 2° Relazione: Pietro incontra Gesù: «Secondo la tua parola getteremo le reti» (Brano guida Luca 5, 1-11) Giorgio Cammarata di Catania
Ore 18,15 - 19,00 Discussioni ed interventi (modera Paolo Mirabelli)
Ore 20,00 CENA
Ore 21,30 - 22,30 Meditazioni serali: Testimonianze predeterminate e letture sul tema (conduce Giancarlo Balboni)
Ore 23,00 BUONA NOTTE
Sabato 28 Maggio 2005
Ore 8,00 - 9,00 Colazione
Ore 10,00 Buon giorno: canti e preghiere
Ore 10,15 3° Relazione: I pagani incontrano Gesù: «Il Centurione» (Brano guida Luca 7, 1-9) Mariano Delli Colli di Aprilia
Ore 10,45 4° Relazione: «Uno dei farisei lo invitò a pranzo...» I peccatori perdonati (Brano guida Luca 7, 36) Giuseppe Demarco di Napoli
Ore 11,15 - 12,00 Discussioni ed interventi (modera Gilberto Grimozzi di Roma)
Ore 13,00 PRANZO

Sabato pomeriggio 


Ore 15,30 - 17,00 Incontro Giovani: Conducono Franco Verardi e Stefano Spina. Un giovane che non sapeva scegliere (Brano guida: Luca 18, 11)
Ore 17,00 In sala
Ore 17,15 5° Relazione: Tre personaggi in cerca del Paradiso: Un dottore della Legge, un giovane ricco, un ladrone crocifisso. Tre storie, una stessa esigenza (Brano Guida: Luca 10, 25/15, 11/23,42) Vittorio Vitalone di Roma
Ore 17,45 6° Relazione: Marta e Maria: cuori di Maria in corpi di Marta  è possibile (Brano guida: Luca 10, 38) Chris Crooks U.S.A. Great Falls. Discussioni ed interventi (modera Roberto Innocenti di Roma)
Ore 20,00 CENA
Ore 21,30 Breve testimonianza dalla Missione in Cambogia e altri momenti comunitari da definire
Domenica 29 Maggio 
Ore 10,00

Culto. Presiede: Vittorio Vitalone

Direzione canti: ...........................

Meditazione: Due discepoli scoraggiati sulla via di Emmaus (Brano guida Luca 24, 13) Chris Crooks - Paolo Mirabelli

Ore 12,00 SALUTI FINALI - Arrivederci al 2006 !
Ore 13,00 PRANZO

Programmi Bambini e ragazzi con i Giovani di Avanti Italia - Firenze


VIII° Convegno Officina di RESTAURAZIONE

Organizzato dalla chiesa di Cristo di Lecce per i giorni

10-12 Giugno del prossimo anno 2005


Presso l' Hotel-Villaggio La Brunese a Torre dell'Orso (Otranto)


Tema dell'incontro: A tavola con Gesù:  Gli insegnamenti si Gesù durante i pasti


Costo: €  84,00 a persona pensione completa per adulto e € 42 per bambino (2-10 anni)


Caparra: entro il 15 maggio far pervenire €  30 per adulto e € 21 per bambino a: Pino Neglia c/o Chiesa di Cristo di Lecce - Casella Postale 36 , 37100 Lecce.


Programma: Avrà inizio venerdì alle ore 11,00 per i giovani, quello generale invece alle ore 16,00 e si concluderà Domenica pomeriggio. Sono previste sette relazioni da parte di fratelli provenienti da tutta l'Italia

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Da altre comunità

A VICENZA: Lunedì 28 Marzo 2005, Fausto ed Emanuela Longo hanno festeggiato con i fratelli, le sorelle e gli amici il lieto evento del loro matrimonio.

Ai novelli sposi facciamo i nostri auguri per una vita serena e felice vissuta alla luce della Parola di Dio

Dalla Scuola Biblica di FIRENZE:

Un interessante esperienza vissuta dai coniugi Mirabelli sulla morte del papa, sulla quale possiamo riflettere:

Papa Wojtyla

Che ne pensate della morte del Papa?

E’ una domanda che ci viene posta continuamente in questi giorni da più parti. E’ una domanda però che sottintende e nasconde qualcosa. E’ una domanda che ne contiene delle altre. C’è chi vorrebbe che noi ci unissimo al coro di voci che in queste ore sta celebrando la persona e l’opera di Wojtyla. E chi ci chiede di prendere la parola per elevare una forte critica, una protesta contro questa overdose dei media e il messaggio che sta passando.

Le cose si complicano anche fra di noi: in alcuni c’è una sorta di paura, un certo imbarazzo solo a parlarne del Papa. Comunque ti muovi, sembra che sbagli. Forse è vero che non c’è una soluzione perfetta nelle situazioni difficili. Personalmente riesco solo ad abbozzare una risposta, usando un linguaggio approssimativo. Vivo con ansia e con una certa tensione questo momento: mi sforzo di capire ciò che succede, di capire ciò che sto vedendo con i miei occhi e ascoltando con le mie orecchie, ma non ci riesco facilmente; vedo tanta gente sincera esprimere una fede che in parte capisco e accetto e in parte rifiuto; l’unica certezza che ho è quella di rimanere fermo e fedele al Vangelo.

Domenica 3 aprile 2005 ero in Piazza San Pietro con mia moglie. Ho voluto passare un pomeriggio intero ad osservare, ascoltare, guardare attentamente. Ho passato molte ore, almeno quattro, a girare e rigirare nella Piazza, sotto il colonnato del Bernini e nella Basilica Vaticana, la Basilica di San Pietro. Parcheggio la macchina nei pressi di Piazza Navona, e ci dirigiamo verso Ponte Sant’Angelo. Pensavo di non trovare posto con la macchina, visto quello che dicevano i telegiornali a proposito del flusso dei pellegrini venuti a Roma per l’occasione, e invece non è stato difficile. C’era posto a sufficienza. Parcheggiata la macchina, ci dirigiamo verso il Vaticano a piedi. I primi ad incontrare sono le bancarelle con i souvenir, i gelati, le bibite e le cose da mangiare. Per strada c’è anche chi chiede l’elemosina. Sembra tutto normale; è un po’ la vita di sempre a Roma. Però appena passato il Tevere, la scena cambia notevolmente, la vita della città non è più quella di sempre.

 Oltrepassato Castel Sant’Angelo, la strada è tutta occupata dalle macchine delle televisioni di tutto il mondo. Una marea di persone di tutto il mondo riempie Via della Conciliazione e Piazza San Pietro. C’è un via vai di gente che si dirige verso la Piazza e la Basilica. Lungo la Via della Conciliazione ci sono numerose postazioni di televisioni da ogni parte del mondo. Persino sui tetti e sulle colline adiacenti ci sono postazioni televisive, con le telecamere e i fari puntati verso il Vaticano. Dovunque c’è uno spazio, è occupato da loro. Si intervista continuamente la gente che passa, i politici, i personaggi importanti. I più intervistati però sono preti, monsignori e vescovi.

La gente si ferma, li osserva e li fotografa. Due grandi schermi televisivi trasmettono ininterrottamente immagini di Woytjla. Via della Conciliazione è anche piena di forze dell’ordine: polizia, vigili, carabinieri, finanzieri. Sia le macchine che il flusso delle persone è regolato dalle forze dell’ordine. Si dice che sono già più di cinque mila. Per entrare in Piazza San Pietro bisogna far la fila. Per entrare nella Basilica Vaticana bisogna fare una lunga fila, mettersi in coda per due o tre ore. Piazza San Pietro è piena di gente, decine e centinaia di migliaia di persone ammassate persino sotto il colonnato del Bernini. Dovunque sulla Piazza ci sono gruppi di giovani, i “Papa boys”: cantano, applaudano, gridano “Giovanni Paolo, Giovanni Paolo”. Altri gridano: “Il Papa Grande; il Papa Grande!”. E’ già santo e beato prima ancora di morire. Sulla sinistra della Piazza, un gruppo consistente di neocatecumenali canta testi biblici: le loro lodi mi piacciono molto.

C’era un miscuglio di popoli, ma molti dei gruppi erano formati per etnie. La cosa che più mi ha impressionato è stato vedere molte persone, decine di migliaia, inginocchiate per terra, rivolte verso la finestra dove si affacciava il papa, con il rosario in mano, piangono e pregano: “Padre nostro…”, ma non ci si rivolge al Padre celeste, bensì al Papa. I due lampioni sono pieni di lettere, biglietti indirizzati al Papa, come se fosse vivo, e pieni di lumi accesi. Sotto l’obelisco, un tenore canta e ricanta “l’Ave Maria”. Al centro della Piazza, il folto gruppo di pellegrini polacchi recita il rosario e piange. Quando ho chiesto: “Chi sono?”, una signora polacca in un discreto italiano mi ha risposto: “Siamo polacchi, come il Papa”. I giornalisti corrono da una parte all’altra per cercare di cogliere tutti quei momenti; dovunque vedono che si ammassa la gente, dopo un po’ arrivano loro. Finalmente intorno alle 18, dopo una lunga fila, riusciamo ad entrare in Basilica. Il flusso della gente è regolato dalle guardie vaticane e dagli addetti all’ordine della Basilica. La folla è tutta in fila per vedere, solo per pochi istanti, “il Papa buono”, Giovanni XXIII. Molti sostano per diverso tempo di fronte al “Santo Sacramento” e alla porta murata, che è sul lato destro della Basilica, dopo la porta principale. Ad un certo momento veniamo fatti fermare: “Passa la messa”.

Verso le 19 usciamo dalla Basilica e andiamo verso la macchina per tornare a casa. Passato il ponte, dei ragazzi danno dei bigliettini con pubblicità di pizzerie e ristoranti dove “mangiare bene in comunione con il Santo Padre”. La città è già tutta tappezzata di manifesti: “Roma ringrazia il suo Papa”. I funerali del Papa saranno probabilmente venerdì, ma già da domani sera sarà possibile mettersi in fila per vedere il Papa morto. Un signore mi dice: “Io e la mia famiglia andremo domani dopo la mezzanotte a vedere il Papa, così faremo meno coda; tanto chi dorme in questi giorni senza il Papa?”.

Che ne pensate del Papa? Di questo Papa? Della morte del Papa?

Wojtyla è stato, a mio parere, un uomo contraddittorio, intriso di verità e di errore, come del resto lo è il cattolicesimo. Dalla sua voce ho ascoltato delle cose che ho condiviso e delle cose che non ho potuto accettare come scritturali e bibliche. Personalmente ho apprezzato il suo forte no alla guerra e il suo impegno per la pace; ho apprezzato la difesa dei diritti e della dignità dell’uomo, il suo essere dalla parte dei poveri, degli umili, dei sofferenti. Wojtyla ha saputo parlare a milioni di ragazzi, ha detto loro di seguire Cristo, ha indicato a volte degli insegnamenti evangelici come obiettivi di vita. Ho visto molti di questi ragazzi, che lo hanno ascoltato, cambiare la loro vita, mostrarsi puliti, ordinati, educati. E questo mi interroga, soprattutto se penso che noi abbiamo perso molti dei nostri giovani.

Non posso chiamare Wojtyla Padre, Santo Padre o sua Santità, né tanto meno accettare le implicazioni teologiche che tali appellativi comportano, perché il vangelo e Gesù stesso dice di non chiamare alcuno padre sulla terra, ma solo il Padre che sta in cielo (Matteo 23). Non posso rivolgermi a lui in preghiera come se fosse un dio o un mediatore fra noi e Dio, perché solo Gesù lo è (2 Timoteo 2). Non credo che egli sia  il capo della chiesa universale, della mia chiesa no di certo, ma lo è soltanto della Chiesa Cattolica; il nostro capo è Cristo (Efesini 5). Non è vicario di Pietro, né tanto meno di Cristo, perché il papato non è una istituzione neotestamentaria, ma uno sviluppo successivo, avvenuto alcuni secoli dopo la chiesa degli apostoli. Anche quando ha cominciato a svilupparsi, dopo la svolta costantiniana, il Papa era una figura irrilevante; le figure che dominano l’antichità sono altri, come per esempio Agostino. Non è nemmeno storicamente dimostrabile la “successione storica ininterrotta” da Wojtyla a Pietro, soprattutto, non è biblicamente dimostrabile.

Non posso assolutamente accettare tutto l’impulso che  Wojtyla ha dato allo sviluppo della mariologia e di altre dottrine non bibliche. Non posso chiamare Wojtyla Papa, perché “il ministero petrino” non esiste nel Nuovo Testamento e perché Gesù ha inteso dare dei servizi (diaconie), non delle cariche o titoli onorifici (Matteo 20).

Cosa ne penso di Papa Wojtyla?

Ho rispetto per la sua persona, ma rifiuto la figura del Papa e la dottrina del papato. 

Paolo Mirabelli

Roma, 3 aprile 2005


Il fratello Paolo Mirabelli ha seguito sul luogo le vicende della morte di Paolo Giovanni II° (Karol Wojtyla) e la successione alla sede vacamte di Benedetto XVI (Joseph Ratizinger). Ecco alcuni suoi pensieri e considerazioni in merito.


In memoriam di  . . . . .

FAUSTO SALVONI

Il professor Fausto Salvoni (1907-1982), nato a Rudiano (Brescia) il 2 ottobre 1907, ha compiuto i suoi studi prima a Milano, dove ha conseguito la laurea in teologia, e poi a Roma dove ha ottenuto la licenza in Sacre Scritture. Ha collaborato a varie riviste tra cui Medicina e Morale, la Scuola Cattolica e ai primi tre volumi della Enciclopedia Cattolica. E' stato l'autore del volume la Pedagogia del Vangelo (1946) e del Dizionario Biblico (edito sotto lo pseudonimo di Salvadori da Ceschina nel 1953).
A lui si deve pure la preparazione del commento al libro dei Re che, in seguito a varie peripezie, fu edito da Marietti a cura del Garofalo (1950).

Uscito dal Cattolicesimo, e divenuto membro di una delle Chiese di Cristo in Italia, si dedicò alla predicazione del Vangelo nella sua purezza originaria per mezzo di opuscoli e della predicazione diretta. Dal 1952 iniziò a tenere pubbliche conferenze nelle principali città italiane ed europee incontrando nella maggior parte dei casi il favore della gente.

Nel 1959 ha fatto dei viaggi anche negli Stati Uniti, dove nel 1969 è divenuto «Associate Professor of Bible» presso l'Abilene Christian College in cui ha tenuto corsi monografici sul Cattolicesimo Moderno e sulla Storia dei Dogmi. Dal 1959 ha insegnato anche a Firenze presso la Scuola Biblica patrocinata da alcune Chiese di Cristo.

Dal 1966 ha diretto a Milano Il Centro Universitario di Studi Biblici (in seguito Libera Facoltà Biblica) e la rivista «Ricerche Bibliche e Religiose».

Avendo nel frattempo acquisito una certa fama nella ricerca biblica in campo nazionale e mondiale, è stato invitato, assieme al professor Italo Minestroni della chiesa di Cristo di Bologna, a collaborare alla preparazione della famosa Bibbia Concordata, edita da Mondadori nel 1968, della quale ha tradotto i libri delle Cronache, dei dodici Profeti Minori e il libro di Daniele; ha poi rivisto e corretto tutte le note e le introduzioni generali e particolari. Ha tradotto poi la metà del Nuovo Testamento in una versione moderna in collaborazione con il prof. Italo Minestroni.

La sua prematura scomparsa, avvenuta l'11 settembre 1982 a seguito di una malattia inguaribile, ci ha privato di uno dei più validi ed infaticabili ricercatori in campo biblico.

Ecco alcune delle sue maggiori opere, che non si trovano più in circolazione, e che siamo lieti di mettere a disposizione di quanti amano approfondire la propria conoscenza della Parola di Dio. 

« La Parola di Dio infatti è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a due tagli e penetra fino alla divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, ed è in grado di giudicare i pensieri e le intenzioni del cuore. Non vi è alcuna creatura nascosta davanti a Dio, ma tutte le cose sono nude e scoperte agli occhi di colui al quale dobbiamo rendere conto » (Ebrei 4, 12-13)

« ... Siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio vivente e che dura in eterno... » (1 Pt 1, 23)


Da Pietro al Papato
Questo volume non è mera polemica contro il cattolicesimo, ma una profonda disamina delle questione del «papato» nei suoi problemi esegetici e storici seguiti dal loro enuclearsi iniziale fino alla esplosione successiva. Nell'attuale clima ecumenico occorre comprenderci meglio, mettere a nudo senza preconcetti le diverse dottrine, per esaminarle alla luce della parola di Dio che sempre deve guidare i nostri passi. Dio è verità! Egli può essere servito solo nella verità.
Ci auguriamo che questo libro possa aiutare qualcuno a scoprirla e ad ubbidire esclusivamente ad essa. Questa verità non è il papa, ma solo Cristo Gesù, di cui Pietro è testimone perenne con le parole da lui pronunciate, sotto ispirazione divina, nell'aspra contrada di Cesarea, quando disse: «Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente»

 

Dal Cristianesimo al Cattolicesimo
Un libro dedicato alla chiesa di Roma, alla teologia che essa esprime, alle norme etiche e dogmatiche che i vescovi e il papa emanano, un lavoro di ricerca per analizzare lo sviluppo storico che ha caratterizzato la chiesa romana in quasi due millenni.
La visione teologica e la prassi comunitaria qui proposte non sono il setaccio di dottrine antiche e cristallizzate in un blocco uniforme, riportate alla luce con il mistico riverimento di una equipe archeologica, ma il risultato di un rigoroso esame dei testi neotestamentari condotto con i criteri della più aggiornata e severa metodologia esegetica, un cammino a ritroso nel corso della storia per scoprire le origini del cristianesimo



Sacerdozio e ministeri
Dal sacerdozio universale dei credenti (1 Pt 2, 9) alla divisione fra clero e laici. Questo libro è parte di un'opera che vuole analizzare il lento ma ineluttabile passaggio del cristianesimo delle origini in cattolicesimo. Vengono prese in considerazione tre questioni fondamentali: sacramenti, liturgia e santi, sacerdozio. E si tratta di tre pilastri che sorreggono una colossale impalcatura ecclesiastica: un sostegno ideologico, un sostegno istituzionale, un sostegno cultuale. L'analisi è condotta sulle fonti del cattolicesimo-istituzionale. L'indagine mette in luce i luoghi storico-biblici dove sono avvenute le principali deformazioni kerigmatiche. L'autore ha abilmente cucito insieme i pezzi di un mosaico di cui non molti sanno scorgere le connessioni e a cui pochi, stranamente, sembrano interessati pur facendo proprie analoghe conclusioni teologiche. Un lavoro di analisi storica ed esegetica (sui dati biblici) di grande respiro e di poderosissima documentazione. L'indicazione emergente, implicitamente suggerita da questo libro, è la rifondazione di una ecclesia che sia vero adeguamento ai fondamenti evangelici.

 

Il battesimo
Vengono qui esaminati con la questione del battesimo anche la cresima (o confermazione ) e il cosiddetto «peccato originale». Dalla traccia storica che delinea le grandi tappe dell'evoluzione del battesimo tra l'altro esteso, vari secoli dopo Cristo, anche ai bambini contrariamente all'indiscussa opposta prassi apostolica che ne aveva fatto il segno vocazionale dei credenti-responsabili, si analizzano i fondamenti teologici del Nuovo Testamento. L'erronea idea di una macchia e di una colpa dell'uomo per effetto del peccato dei primi "biblici" progenitori è il sostegno dogmatico forse più forte da cui dipende lo spostamento del significato del battesimo sia nel soggetto (bambini anziché adulti) come nelle motivazioni teologiche (area del sacramentalismo). La cresima infine può persino considerarsi un "incidente" ideologico caduto a prassi ecclesiastica quando se ne colgano le connessioni con le deviazioni dogmatiche precedenti.


Confessione e perdono dei peccati
Il nodo essenziale che questo libro affonta è la questione del perdono, una delle parole di Gesù che ha subito forse il maggior carico di mistificazione pratiche e religiose. Per esempio, l'autore dimostra, sulla scorta dei dati dell'esegesi neotestamentaria, che tra perdono e confessione dei peccati al prete c'è un abisso e così per tutto il corollario di temi connessi, come la squallida storia delle indulgenze che ancora oggi purtroppo fa parte dell'ecclesiologia cattolica. Nell'ultimo capitolo viene anche esaminata l'unzione degli infermi (il sacramento dell'estrema unzione), ultimo risvolto dello sviluppo di una concezione di assoluzione dei peccati totalmente assente dal pensiero di Gesù e dalla pressi della prima chiesa cristiana.
Un lavoro di analisi storica ed esegetica (sui dati biblici) di grande respiro e di poderosissima documentazione. L'indicazione emergente, implicitamente suggerita da questo libro, è la rifondazione di una ecclesia che sia vero adeguamento ai suoi fondamenti evangelici.


La cena del Signore
Viene qui esaminato il "sacramento" dell'eucaristia. L'autore sfata l'immagine di una dottrina chiamata "mysterium fidei", ma che è invece un coacervo di contenuti filosofici e ideologici sviluppatisi in opposizione di quella che invece era la prassi della cena del Signore (così è chiamata nel Nuovo Testamento). Si trattava di un assemblea in cui la comunità cristiana viveva il memoriale (tra l'altro all'interno di un pasto di condivisione fraterna) della liberazione gioiosa di Gesù da Nazareth. L'ultimo capitolo è una specie di excursus dedicato ai presunti miracoli eucaristici. L'indagine di questo libro mette in luce i luoghi storico-biblici dove sono avvenute le principali deformazioni che hanno cambiato la semplicità di un'assemblea di preghiera, di lode a Dio e di analisi comunitaria in un rito caricato di tinte religiose calate in quel magicismo sacrale avulso dal vangelo e fonte di grossi equivoci per l'autenticità delle fede cristiana.
Da questo lavoro di analisi storica ed esegetica (sui dati biblici) emerge implicitamente la proposta di Salvoni della rifondazione di una ecclesia basata sui fondamenti evangelici.


RAFFAELLO PAONE

Tutti noi qui a Padova non possiamo non ricordare con grande affetto e rimpianto il caro Raffaello che con l'aiuto del missionario Howard Bybee ha iniziato il lavoro di predicazione nella nostra città dando vita, alla fine degli anni quaranta, ad un primo gruppo di credenti che si riunivano nelle case, poi in Corso del Popolo ed infine nell'attuale sede di Via Stefano Breda.

Quel che ci piace ricordare di lui è soprattutto la sua conversione avvenuta in maniera veramente singolare, secondo quanto ci è stato riferito dallo stesso Howard Bybee, che vive attualmente negli Stati Uniti.

Howard Bybee, giovane missionario delle Chiese di Cristo degli Stato Uniti, sbarcato in Italia nell'immediato dopoguerra assieme ad altri colleghi predicatori, ha iniziato la sua opera di evangelizzazione attraverso inserzioni in noti settimanali dell'epoca. A queste inserzioni risposero parecchie persone, fra le quali il nostro Raffaello che allora frequentava la locale Chiesa Metodista assieme ad alcuni suoi amici, senza però essere soddisfatto delle dottrine di quella confessione religiosa.

Durante un occasionale viaggio in auto nell'Italia settentrionale, Howard iniziò a parlare a Raffaello della necessità della conversione e della nuova nascita in Cristo mediante il battesimo, ma Raffeallo lo prevenì subito spiegandogli che già sapeva  ogni cosa al riguardo avendolo letto nella Bibbia, ma che non trovava qualcuno disposto a condividere il suo pensiero ed a battezzarlo. Giunti in prossimità del fiume Po, che in quel tempo non era ancora inquinato, come purtroppo lo è oggi, il missionario gli disse:

- Ecco qui un posto in cui potresti essere battezzato, sei disposto a farlo?
- Certamente, rispose Raffello, è da tempo che attendevo questo momento!

Howard fermò l'auto in una stradina di campagna che percorreva l'argine, entrambi scesero verso una piccola spiaggia formata da un'ansa del fiume e Raffaello rinacque a nuova vita dopo aver confessato di credere in Cristo, Figlio di Dio.

Forse Raffello in quel momento non si rese conto dell'importanza di quell' avvenimento,......... dopo di lui molti altri a Padova credettero e rinacquero a nuova vita.

Raffaello Paone, nato a S. Felice di Pietravairano (Ce) il 27.2.1904, si è spento a Padova il 2.3.1983. Di lui, oltre a innumerevoli insegnamenti scritti ed orali di carattere biblico e storico, ad alcuni inni composti per il nuovo innario della chiesa e ad innumerevoli articoli su riviste cristiane e di carattere letterario, rimane la sua opera di letterato ed insigne latinista che si ispirava al Vangelo anche nelle sue produzioni letterarie e poetiche, come nella seguente poesia sulla

RESURREZIONE:

Fremerà il tiglio, ai zeffiri ancor vivo
tra i ruderi del morto mio paese,
e il ruscello, riarso al sole estivo,
riavrà in autunno l'acqua del maggese;

le viole e le rose, con giulivo
fasto, arderanno a gareggiare intese,
come l'amor fiammante e fuggitivo
delle fanciulle, nel fiorito mese ...

Invan sospirerò per te ritorno,
luce perduta, sino a che il Signore
riapparirà nel ciel l'ultimo giorno!

Oh, allora, il tiglio, il rivo e le viole
che saran mai? Le rose e il folle amore?
- Allor, vivrò, con gli occhi miei di sole!...

                                    R affaello P aone

 


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e-mail : Chiesa di Cristo