INCONTRI
ED APPUNTAMENTI
| Domenica |
ore 10,00 |
Studio Biblico |
| Domenica |
ore 11,00 |
Culto al Signore |
25° Incontro per le Chiese di Cristo in Italia
Velletri
“Centro Ecumene”- Roma - 27-29 Maggio 2005
Tema
dell'incontro:
| Venerdì 27 Maggio 2005 | |
| Ore 14,30 - 16,30 | Accoglienza ospiti ed assegnazione delle stanze |
| Ore 17,00 | Apertura convegno ed Introduzione al Vangelo di Luca: Giancarlo Balboni - Roma |
| Ore 17,15 | 1° Relazione: La folla incontra Gesù: «Che dobbiamo fare?» (Brano guida Luca 3, 10-14) Roberto Innocenti di Roma |
| Ore 17,45 | 2° Relazione: Pietro incontra Gesù: «Secondo la tua parola getteremo le reti» (Brano guida Luca 5, 1-11) Giorgio Cammarata di Catania |
| Ore 18,15 - 19,00 | Discussioni ed interventi (modera Paolo Mirabelli) |
| Ore 20,00 | CENA |
| Ore 21,30 - 22,30 | Meditazioni serali: Testimonianze predeterminate e letture sul tema (conduce Giancarlo Balboni) |
| Ore 23,00 | BUONA NOTTE |
| Sabato 28 Maggio 2005 | |
| Ore 8,00 - 9,00 | Colazione |
| Ore 10,00 | Buon giorno: canti e preghiere |
| Ore 10,15 | 3° Relazione: I pagani incontrano Gesù: «Il Centurione» (Brano guida Luca 7, 1-9) Mariano Delli Colli di Aprilia |
| Ore 10,45 | 4° Relazione: «Uno dei farisei lo invitò a pranzo...» I peccatori perdonati (Brano guida Luca 7, 36) Giuseppe Demarco di Napoli |
| Ore 11,15 - 12,00 | Discussioni ed interventi (modera Gilberto Grimozzi di Roma) |
| Ore 13,00 | PRANZO |
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Sabato pomeriggio |
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| Ore 15,30 - 17,00 | Incontro Giovani: Conducono Franco Verardi e Stefano Spina. Un giovane che non sapeva scegliere (Brano guida: Luca 18, 11) |
| Ore 17,00 | In sala |
| Ore 17,15 | 5° Relazione: Tre personaggi in cerca del Paradiso: Un dottore della Legge, un giovane ricco, un ladrone crocifisso. Tre storie, una stessa esigenza (Brano Guida: Luca 10, 25/15, 11/23,42) Vittorio Vitalone di Roma |
| Ore 17,45 | 6° Relazione: Marta e Maria: cuori di Maria in corpi di Marta è possibile (Brano guida: Luca 10, 38) Chris Crooks U.S.A. Great Falls. Discussioni ed interventi (modera Roberto Innocenti di Roma) |
| Ore 20,00 | CENA |
| Ore 21,30 | Breve testimonianza dalla Missione in Cambogia e altri momenti comunitari da definire |
| Domenica 29 Maggio | |
| Ore 10,00 |
Culto. Presiede: Vittorio Vitalone Direzione canti: ........................... Meditazione: Due discepoli scoraggiati sulla via di Emmaus (Brano guida Luca 24, 13) Chris Crooks - Paolo Mirabelli |
| Ore 12,00 | SALUTI FINALI - Arrivederci al 2006 ! |
| Ore 13,00 | PRANZO |
Programmi Bambini e ragazzi con i Giovani di Avanti Italia - Firenze
10-12 Giugno del prossimo anno 2005
Presso l'
Hotel-Villaggio La
Brunese a Torre dell'Orso (Otranto)
Costo: € 84,00 a persona pensione
completa per adulto e € 42 per bambino (2-10 anni)
Caparra: entro il 15 maggio far pervenire
€ 30 per adulto e € 21 per bambino a: Pino Neglia c/o Chiesa di
Cristo di Lecce - Casella Postale 36 , 37100 Lecce.
Programma: Avrà
inizio venerdì alle ore 11,00 per i giovani, quello generale
invece alle ore 16,00 e si concluderà Domenica pomeriggio. Sono
previste sette relazioni da parte di fratelli provenienti da tutta
l'Italia
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A VICENZA: Lunedì 28 Marzo 2005, Fausto ed Emanuela Longo hanno festeggiato con i fratelli, le sorelle e gli amici il lieto evento del loro matrimonio.
Ai novelli sposi facciamo i nostri auguri per una vita serena e felice vissuta alla luce della Parola di Dio
Dalla Scuola Biblica di FIRENZE:
Un interessante esperienza vissuta dai coniugi Mirabelli sulla morte del papa, sulla quale possiamo riflettere:
Papa Wojtyla
Che
ne pensate della morte del Papa?
E’
una domanda che ci viene posta continuamente in questi giorni da
più parti.
E’ una domanda però che sottintende e nasconde qualcosa. E’ una
domanda che
ne contiene delle altre. C’è chi vorrebbe che noi ci unissimo al
coro di voci
che in queste ore sta celebrando la persona e l’opera di Wojtyla. E chi
ci
chiede di prendere la parola per elevare una forte critica, una
protesta contro
questa overdose dei media e il messaggio che sta passando.
Le cose si complicano anche fra di noi: in alcuni c’è una sorta di paura, un certo imbarazzo solo a parlarne del Papa. Comunque ti muovi, sembra che sbagli. Forse è vero che non c’è una soluzione perfetta nelle situazioni difficili. Personalmente riesco solo ad abbozzare una risposta, usando un linguaggio approssimativo. Vivo con ansia e con una certa tensione questo momento: mi sforzo di capire ciò che succede, di capire ciò che sto vedendo con i miei occhi e ascoltando con le mie orecchie, ma non ci riesco facilmente; vedo tanta gente sincera esprimere una fede che in parte capisco e accetto e in parte rifiuto; l’unica certezza che ho è quella di rimanere fermo e fedele al Vangelo.
Domenica 3 aprile 2005 ero in
Piazza
San Pietro con mia moglie. Ho voluto passare un pomeriggio intero ad
osservare,
ascoltare, guardare attentamente. Ho passato molte ore, almeno quattro,
a girare
e rigirare nella Piazza, sotto il colonnato del Bernini e nella
Basilica
Vaticana, la Basilica di San Pietro. Parcheggio la macchina nei pressi
di Piazza
Navona, e ci dirigiamo verso Ponte Sant’Angelo. Pensavo di non trovare
posto
con la macchina, visto quello che dicevano i telegiornali a proposito
del flusso
dei pellegrini venuti a Roma per l’occasione, e invece non è
stato difficile.
C’era posto a sufficienza. Parcheggiata la macchina, ci dirigiamo verso
il
Vaticano a piedi. I primi ad incontrare sono le bancarelle con i
souvenir, i
gelati, le bibite e le cose da mangiare. Per strada c’è anche
chi chiede
l’elemosina. Sembra tutto normale; è un po’ la vita di sempre a
Roma. Però
appena passato il Tevere, la scena cambia notevolmente, la vita della
città non
è più quella di sempre.
Oltrepassato
Castel Sant’Angelo, la strada è tutta occupata dalle macchine
delle
televisioni di tutto il mondo. Una marea di persone di tutto il mondo
riempie
Via della Conciliazione e Piazza San Pietro. C’è un via vai di
gente che si
dirige verso la Piazza e la Basilica. Lungo la Via della Conciliazione
ci sono
numerose postazioni di televisioni da ogni parte del mondo. Persino sui
tetti e
sulle colline adiacenti ci sono postazioni televisive, con le
telecamere e i
fari puntati verso il Vaticano. Dovunque c’è uno spazio,
è occupato da loro.
Si intervista continuamente la gente che passa, i politici, i
personaggi
importanti. I più intervistati però sono preti,
monsignori e vescovi.
La gente si ferma, li osserva e li
fotografa. Due grandi schermi televisivi trasmettono ininterrottamente
immagini
di Woytjla. Via della Conciliazione è anche piena di forze
dell’ordine:
polizia, vigili, carabinieri, finanzieri. Sia le macchine che il flusso
delle
persone è regolato dalle forze dell’ordine. Si dice che sono
già più di
cinque mila. Per entrare in Piazza San Pietro bisogna far la fila. Per
entrare
nella Basilica Vaticana bisogna fare una lunga fila, mettersi in coda
per due o
tre ore. Piazza San Pietro è piena di gente, decine e centinaia
di migliaia di
persone ammassate persino sotto il colonnato del Bernini. Dovunque
sulla Piazza
ci sono gruppi di giovani, i “Papa boys”: cantano, applaudano, gridano
“Giovanni Paolo, Giovanni Paolo”. Altri gridano: “Il Papa Grande; il
Papa
Grande!”. E’ già santo e beato prima ancora di morire. Sulla
sinistra della
Piazza, un gruppo consistente di neocatecumenali canta testi biblici:
le loro
lodi mi piacciono molto.
C’era un miscuglio di popoli, ma
molti dei gruppi erano formati per etnie. La cosa che più mi ha
impressionato
è stato vedere molte persone, decine di migliaia, inginocchiate
per terra,
rivolte verso la finestra dove si affacciava il papa, con il rosario in
mano,
piangono e pregano: “Padre nostro…”, ma non ci si rivolge al Padre
celeste, bensì al Papa. I due lampioni sono pieni di lettere,
biglietti
indirizzati al Papa, come se fosse vivo, e pieni di lumi accesi. Sotto
l’obelisco, un tenore canta e ricanta “l’Ave Maria”. Al centro della
Piazza, il folto gruppo di pellegrini polacchi recita il rosario e
piange.
Quando ho chiesto: “Chi sono?”, una signora polacca in un discreto
italiano
mi ha risposto: “Siamo polacchi, come il Papa”. I giornalisti corrono
da una
parte all’altra per cercare di cogliere tutti quei momenti; dovunque
vedono
che si ammassa la gente, dopo un po’ arrivano loro. Finalmente intorno
alle
18, dopo una lunga fila, riusciamo ad entrare in Basilica. Il flusso
della gente
è regolato dalle guardie vaticane e dagli addetti all’ordine
della Basilica.
La folla è tutta in fila per vedere, solo per pochi istanti, “il
Papa
buono”, Giovanni XXIII. Molti sostano per diverso tempo di fronte al
“Santo
Sacramento” e alla porta murata, che è sul lato destro della
Basilica, dopo
la porta principale. Ad un certo momento veniamo fatti fermare: “Passa
la
messa”.
Verso le 19 usciamo dalla Basilica e
andiamo verso la macchina per tornare a casa. Passato il ponte, dei
ragazzi
danno dei bigliettini con pubblicità di pizzerie e ristoranti
dove “mangiare
bene in comunione con il Santo Padre”. La città è
già tutta tappezzata di
manifesti: “Roma ringrazia il suo Papa”. I funerali del Papa saranno
probabilmente venerdì, ma già da domani sera sarà
possibile mettersi in fila
per vedere il Papa morto. Un signore mi dice: “Io e la mia famiglia
andremo
domani dopo la mezzanotte a vedere il Papa, così faremo meno
coda; tanto chi
dorme in questi giorni senza il Papa?”.
Che ne pensate del Papa? Di questo
Papa? Della morte del Papa?
Wojtyla è stato, a mio parere, un
uomo contraddittorio, intriso di verità e di errore, come del
resto lo è il
cattolicesimo. Dalla sua voce ho ascoltato delle cose che ho condiviso
e delle
cose che non ho potuto accettare come scritturali e bibliche.
Personalmente ho
apprezzato il suo forte no alla guerra e il suo impegno per la pace; ho
apprezzato la difesa dei diritti e della dignità dell’uomo, il
suo essere
dalla parte dei poveri, degli umili, dei sofferenti. Wojtyla ha saputo
parlare a
milioni di ragazzi, ha detto loro di seguire Cristo, ha indicato a
volte degli
insegnamenti evangelici come obiettivi di vita. Ho visto molti di
questi
ragazzi, che lo hanno ascoltato, cambiare la loro vita, mostrarsi
puliti,
ordinati, educati. E questo mi interroga, soprattutto se penso che noi
abbiamo
perso molti dei nostri giovani.
Non posso chiamare Wojtyla Padre, Santo Padre o sua Santità, né tanto meno accettare le implicazioni teologiche che tali appellativi comportano, perché il vangelo e Gesù stesso dice di non chiamare alcuno padre sulla terra, ma solo il Padre che sta in cielo (Matteo 23). Non posso rivolgermi a lui in preghiera come se fosse un dio o un mediatore fra noi e Dio, perché solo Gesù lo è (2 Timoteo 2). Non credo che egli sia il capo della chiesa universale, della mia chiesa no di certo, ma lo è soltanto della Chiesa Cattolica; il nostro capo è Cristo (Efesini 5). Non è vicario di Pietro, né tanto meno di Cristo, perché il papato non è una istituzione neotestamentaria, ma uno sviluppo successivo, avvenuto alcuni secoli dopo la chiesa degli apostoli. Anche quando ha cominciato a svilupparsi, dopo la svolta costantiniana, il Papa era una figura irrilevante; le figure che dominano l’antichità sono altri, come per esempio Agostino. Non è nemmeno storicamente dimostrabile la “successione storica ininterrotta” da Wojtyla a Pietro, soprattutto, non è biblicamente dimostrabile.
Non posso
assolutamente accettare tutto l’impulso che
Wojtyla ha dato allo sviluppo della mariologia e di altre
dottrine non
bibliche. Non posso chiamare Wojtyla Papa, perché “il ministero
petrino”
non esiste nel Nuovo Testamento e perché Gesù ha inteso
dare dei servizi
(diaconie), non delle cariche o titoli onorifici (Matteo 20).
Cosa ne penso di Papa Wojtyla?
Ho rispetto per la sua persona, ma rifiuto la figura del Papa e la dottrina del papato.
Roma, 3 aprile 2005
FAUSTO SALVONI
Il professor Fausto Salvoni (1907-1982), nato a Rudiano (Brescia) il 2
ottobre 1907, ha compiuto i suoi studi prima a Milano, dove ha
conseguito la laurea in teologia, e poi a Roma dove ha ottenuto la
licenza in Sacre Scritture. Ha collaborato a varie riviste tra cui
Medicina e Morale, la Scuola Cattolica e ai primi tre volumi della
Enciclopedia Cattolica. E' stato l'autore del volume la Pedagogia del
Vangelo (1946) e del Dizionario Biblico (edito sotto lo pseudonimo di
Salvadori da Ceschina nel 1953).
A lui
si deve pure la preparazione del commento al libro dei Re che, in
seguito a varie peripezie, fu edito da Marietti a cura del Garofalo
(1950).
Uscito dal Cattolicesimo, e divenuto membro di una delle Chiese di Cristo in Italia, si dedicò alla predicazione del Vangelo nella sua purezza originaria per mezzo di opuscoli e della predicazione diretta. Dal 1952 iniziò a tenere pubbliche conferenze nelle principali città italiane ed europee incontrando nella maggior parte dei casi il favore della gente.
Nel 1959 ha fatto dei viaggi anche negli Stati Uniti, dove nel 1969 è divenuto «Associate Professor of Bible» presso l'Abilene Christian College in cui ha tenuto corsi monografici sul Cattolicesimo Moderno e sulla Storia dei Dogmi. Dal 1959 ha insegnato anche a Firenze presso la Scuola Biblica patrocinata da alcune Chiese di Cristo.
Dal 1966 ha diretto a Milano Il Centro Universitario di Studi Biblici (in seguito Libera Facoltà Biblica) e la rivista «Ricerche Bibliche e Religiose».
Avendo nel frattempo acquisito una certa fama nella ricerca biblica in campo nazionale e mondiale, è stato invitato, assieme al professor Italo Minestroni della chiesa di Cristo di Bologna, a collaborare alla preparazione della famosa Bibbia Concordata, edita da Mondadori nel 1968, della quale ha tradotto i libri delle Cronache, dei dodici Profeti Minori e il libro di Daniele; ha poi rivisto e corretto tutte le note e le introduzioni generali e particolari. Ha tradotto poi la metà del Nuovo Testamento in una versione moderna in collaborazione con il prof. Italo Minestroni.
La sua prematura scomparsa, avvenuta l'11 settembre 1982 a seguito di una malattia inguaribile, ci ha privato di uno dei più validi ed infaticabili ricercatori in campo biblico.
Ecco alcune delle sue maggiori opere, che non si trovano più in circolazione, e che siamo lieti di mettere a disposizione di quanti amano approfondire la propria conoscenza della Parola di Dio.
« La Parola di Dio infatti è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a due tagli e penetra fino alla divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, ed è in grado di giudicare i pensieri e le intenzioni del cuore. Non vi è alcuna creatura nascosta davanti a Dio, ma tutte le cose sono nude e scoperte agli occhi di colui al quale dobbiamo rendere conto » (Ebrei 4, 12-13)
« ... Siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio vivente e che dura in eterno... » (1 Pt 1, 23)
RAFFAELLO PAONE
Tutti noi qui a Padova non possiamo non ricordare con grande affetto e rimpianto il caro Raffaello che con l'aiuto del missionario Howard Bybee ha iniziato il lavoro di predicazione nella nostra città dando vita, alla fine degli anni quaranta, ad un primo gruppo di credenti che si riunivano nelle case, poi in Corso del Popolo ed infine nell'attuale sede di Via Stefano Breda.
Quel che ci piace ricordare di lui è soprattutto la sua conversione avvenuta in maniera veramente singolare, secondo quanto ci è stato riferito dallo stesso Howard Bybee, che vive attualmente negli Stati Uniti.
Howard Bybee, giovane missionario delle Chiese di Cristo degli Stato Uniti, sbarcato in Italia nell'immediato dopoguerra assieme ad altri colleghi predicatori, ha iniziato la sua opera di evangelizzazione attraverso inserzioni in noti settimanali dell'epoca. A queste inserzioni risposero parecchie persone, fra le quali il nostro Raffaello che allora frequentava la locale Chiesa Metodista assieme ad alcuni suoi amici, senza però essere soddisfatto delle dottrine di quella confessione religiosa.
Durante un occasionale viaggio in auto nell'Italia settentrionale, Howard iniziò a parlare a Raffaello della necessità della conversione e della nuova nascita in Cristo mediante il battesimo, ma Raffeallo lo prevenì subito spiegandogli che già sapeva ogni cosa al riguardo avendolo letto nella Bibbia, ma che non trovava qualcuno disposto a condividere il suo pensiero ed a battezzarlo. Giunti in prossimità del fiume Po, che in quel tempo non era ancora inquinato, come purtroppo lo è oggi, il missionario gli disse:
- Ecco
qui un posto in cui potresti essere
battezzato, sei disposto a farlo?
- Certamente, rispose Raffello, è da tempo che attendevo questo
momento!
Howard fermò l'auto in una stradina di campagna che percorreva l'argine, entrambi scesero verso una piccola spiaggia formata da un'ansa del fiume e Raffaello rinacque a nuova vita dopo aver confessato di credere in Cristo, Figlio di Dio.
Forse Raffello in quel momento non si rese conto dell'importanza di quell' avvenimento,......... dopo di lui molti altri a Padova credettero e rinacquero a nuova vita.
Raffaello Paone, nato a S. Felice di Pietravairano (Ce) il 27.2.1904, si è spento a Padova il 2.3.1983. Di lui, oltre a innumerevoli insegnamenti scritti ed orali di carattere biblico e storico, ad alcuni inni composti per il nuovo innario della chiesa e ad innumerevoli articoli su riviste cristiane e di carattere letterario, rimane la sua opera di letterato ed insigne latinista che si ispirava al Vangelo anche nelle sue produzioni letterarie e poetiche, come nella seguente poesia sulla
RESURREZIONE:
Fremerà il tiglio, ai zeffiri ancor
vivo
tra i ruderi del morto mio paese,
e il ruscello, riarso al sole estivo,
riavrà in autunno l'acqua del maggese;
le viole
e le rose, con giulivo
fasto, arderanno a gareggiare intese,
come l'amor fiammante e fuggitivo
delle fanciulle, nel fiorito mese ...
Invan
sospirerò per te ritorno,
luce perduta, sino a che il Signore
riapparirà nel ciel l'ultimo giorno!
Oh,
allora, il tiglio, il rivo e le viole
che saran mai? Le rose e il folle amore?
- Allor, vivrò, con gli occhi miei di sole!...
R affaello P aone
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