La Vita di Gesù
Uno sguardo sinottico dei quattro vangeli
di Italo Minestroni
VITA GLORIOSA
L'ASCENSIONE DI GESU' AL CIELO
(Marco 16, 19; Luca 24, 50-53; Atti 1, 1-12)
Marco dice brevemente: «
Il Signore Gesù dunque, dopo aver loro parlato, fu assunto in
cielo e sedette alla destra di Dio».
Luca nel suo Vangelo, dando l'impressione che
l'ascensione sia avvenuta la sera stessa della resurrezione o al massimo
il giorno dopo, scrive: «Poi li condusse fuori
presso Betania; e levate in alto le mani li benedisse. E avvenne che mentre
li benediva, si dipartì da loro e fu portato su nel cielo. Ed essi,
adoratolo, tornarono a Gerusalemme con grande allegrezza; ed erano del
continui nel tempio, benedicendo Dio».
Nel primo capitolo di Atti, Luca stesso ci dà
una narrazione più completa dell'ascensione di Gesù al cielo,
ma che non contraddice anzi completa quanto ha scritto nella finale del
suo Vangelo. In Atti è detto che fu «
il monte chiamato Uliveto» il luogo dove Gesù ascese
al cielo: ora questo monte è vicino a Betania e dista da Gerusalemme
circa un chilometro.
Inoltre Luca nel suo libro di Atti ci dice che
Gesù «si presentò vivente con
molte prove, facendosi veder loro per quaranta giorni e ragionando delle
cose relative al Regno di Dio».
Sappiamo che Gesù ascese al cielo in forma
invisibile il giorno stesso della sua resurrezione e che dal cielo perciò
venne ogni volta che comparve agli apostoli e discepoli.
Durante questi incontri comandò loro di
non allontanarsi da Gerusalemme ma di attendere in quella città l'invio
dello Spirito Santo, promesso dal Padre sia per bocca dei profeti dell'Antico
Testamento che dallo stesso Gesù.
Questo invio sarebbe stato per gli apostoli
come "un battesimo", cioè un'effusione sovrabbondante di Spirito
Santo che avrebbe riempito la Chiesa dei suoi doni o carismi.
Fu proprio in uno di questi incontri di Gesù
coi suoi apostoli che Gesù li condusse con sé a Betania sul
Monte degli Ulivi. Erano trascorsi 40 giorni dalla sua resurrezione.
Mentre andavano al monte, ritornò sulla
bocca degli apostoli il chiodo fisso del "ristabilimento del regno ad Israele".
Gesù non rispose direttamente alla loro
domanda, perché avrebbe dovuto rivolgere loro un rimprovero per non
aver ancora compreso quale fosse il Regno che Gesù avrebbe stabilito,
ma si limitò a dire loro di lasciare al Padre celeste la scelta «
dei tempi e dei momenti, che Egli ha riservato in suo potere,
e che essi, avrebbero ricevuto potenza quando lo
Spirito Santo sarebbe disceso su di loro divenendo suoi testimoni e in Gerusalemme
e in tutta la Giudea a Samaria e sino all'estremità della terra
».
Luca narra che, dette queste cose ( e nel Vangelo
ci fa sapere che «mentre li benediceva con le
mani levate in alto») fu elevato, mentre essi guardavano.
Dinanzi ai loro occhi egli s'innalza verso il
cielo, ossia viene portato da Dio, che troneggia al di là del mondo
visibile per «per sedere alla destra di Dio
», come dice Marco. Ma una nuvola, mentre essi stavano ancora fissando
il cielo, toglie Gesù ai loro sguardi. Ed è allora che compaiono
due angeli «in vesti bianche »
dinanzi a loro, e dicono: «Uomini di Galilea,
perché state a guardare verso il cielo?». La domanda
degli angeli ha tutta l'aria di un rimprovero. I discepoli hanno inteso,
senza dubbio, l'ascensione come un addio definitivo di Gesù.
E gli angeli ne spiegano loro il significato,
dimostrando che l'ascensione di Gesù è come una profezia
del suo ritorno che dovrà avvenire "nello stesso modo", cioè
sulle nuvole del cielo: «Questo Gesù,
che è stato tolto da voi e assunto in cielo, verrà nella medesima
maniera che l'avete visto andare in cielo».
Annunziato questo suo ritorno dagli angeli,
esso risulta essere un dato inalienabile del messaggio cristiano, allora
sarà alla fine del mondo per il giudizio di tutte le genti di tutte
le età.
Soltanto dopo la scomparsa degli angeli, che
non viene menzionata, Luca ci informa sul luogo dove si è svolta
l'ultima scena: è il monte degli Ulivi, dal quale Gesù partì
per affrontare la passione, mentre questa volta ascende nella sua gloria.
«Allora essi tornarono
a Gerusalemme... e salirono nella sala di sopra dove solevano trattenersi
».
I discepoli, ubbidienti al comando del Signore
di attendere in Gerusalemme l'invio dello Spirito Santo, ritornano in questa
stanza dove Gesù apparve loro e dove essi erano soliti riunirsi,
ma con essi questa volta c'era pure Maria, madre di Gesù, e con lei
gli stessi fratelli di Gesù, assieme al gruppo delle donne, discepole
del Signore.
E' in nuce (in germe) la prima comunità
cristiana, è il primo centro del Cristianesimo.