La Vita di Gesù
Uno sguardo sinottico dei quattro vangeli

di Italo Minestroni


VITA PUBBLICA
IL PERDONO DELLA DONNA ADULTERA
(Giovanni 8, 1-11)

Questo episodio della vita di Gesù accadde proprio in quella festa delle Capanne o Tabernacoli, durante la quale Gesù aveva dato, nel tempio, dimostrazione della sua divinità, suscitando le ire malcompresse (avendo dentro di loro un'ira maggiore) dei suoi oppositori ed avversari.
Gesù si stava allontanando dai suoi nemici ed avanzava verso il cortile del tempio riservato alle donne israelitiche, finché, giunto un uno dei vasti colonnati che l'attorniavano, si era messo ad insegnare. Molta gente, uomini e donne, persone colte e popolane, farisei e sadducei, gli si erano affollati intorno, quando si udì uno strano rumore di parole e di passi accelerati. La folla subito si allargava mentre dirigeva verso Gesù un gruppo di scribi e di farisei con aria indignata ed arrogante.
Giunti vicino a Gesù, spinsero innanzi una povera donna, che avevano condotto dalla città trascinandola per le strade, onde farla comparire davanti al Sinedrio o Tribunale Supremo. Avendo appreso però che Gesù si trovava nel vestibolo del tempio, era sembrata loro l'occasione buona per sottoporgli un caso di coscienza. Uno di loro dice:
«Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante delitto di adulterio coniugale. Mosè nella Legge ci comanda di lapidare tali colpevoli. Tu che ne dici? ».
La folla guardava attentamente la povera malcapitata, distesa a terra con la faccia nella polvere, trattenendo la parola e il fiato. La poveretta attende la sua condanna. Scribi e farisei hanno l'aria del trionfo.
Gesù fissa i suoi interlocutori seriamente e con disprezzo, sapendo che qualsiasi risposta avesse dato, fosse di condanna o di assoluzione, avrebbe provocato accuse da parte loro o di essere senza misericordia oppure di non rispettare la legge. Poi si china verso la donna e sulla polvere traccia col dito davanti a lei delle parole.
Questo comportamento di Gesù non aveva nella circostanza nulla di strano. Così infatti facevano i dottori della legge per prendere tempo nel dare una risposta oppure per eludere questioni delicate e discrete. Noi non sappiamo che cosa Gesù abbia scritto per terra. La Sacra Scrittura non ce lo rivela e non potremo saperlo mai. Ma Gesù continua a scrivere per terra senza alzare la testa, senza pronunciare parola.
La folla attende, la povera donna trema, i farisei mostrano impazienza, sospettando che l'atteggiamento di Gesù sia una confessione del suo imbarazzo.
E ripetono, insistendo, la domanda, facendo pressioni affinché risponda. Gesù allora si drizza, guarda gli accusatori, suoi avversare, e con voce forte dice:
«Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra».
Quindi si china di nuovo verso la donna e continua a scrivere per terra. Le sue parole sono piombate sulla testa dei suoi nemici come una mazzata. Storditi dal colpo, presi nel laccio della loro stessa insidia, farisei e scribi restano muti. Uno di loro non vede altro mezzo di uscire dall'imbarazzo che svignarsela piano piano: è un vecchio. Subito altri suoi colleghi lo seguono in silenzio, uno dopo l'altro.
Tutti hanno la barba grigia e i capelli bianchi, e si sentono maggiormente compromessi, perché come più vecchi, hanno una maggiore parte di responsabilità nell'accusa contro la donna, e, avendo vissuto più lungamente, hanno maggiormente peccato. Li seguono poi i più giovani, sicché Gesù resta solo tra la folla sorpresa, confusa e commossa. E' solo quando l'ultimo e il più giovane è fuori dalla vista che Gesù si raddrizza, mentre la donna colpevole è sempre lì ai suoi piedi, e rivolgendosi a lei dice:
«Donna, dove sono i tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata? Ed ella rispose: Nessuno, Signore. E Gesù le disse: Neppure io ti condanno; va e non peccare più ».
Confusa, umiliata, ma contenta, la donna si ritira sotto lo sguardo della folla muta per lo stupore e l'emozione. La bontà di Gesù contrasta fortemente col rigore inflessibile e altezzoso dei farisei. Gesù è il solo che abbia il diritto di condannare ed è il solo che perdona: i cuori più puri sono sempre i più indulgenti.
Un giorno Egli aveva detto alla Maddalena: « Va, i tuoi peccati ti sono rimessi »; a questa donna peccatrice dice soltanto: « Va e non peccare più ». Perché questo diverso comportamento? Perché questa donna non era venuta dal Salvatore come Maddalena di sua propria volontà, ma vi era stata trascinata per forza. probabilmente non aveva la fede e il ravvedimento necessari per un completo perdono.
Nel raccomandarle di non peccare più Gesù le indica il mezzo di comprendere meglio la gravità della sua colpa, di ravvedersene e di rientrare così nella grazia di Dio e in pace con la sua coscienza.
Dio, che vede nel fondo dei cuori, sa quali lotte un'anima può aver sostenuto prima di cadere, quali assalti le sono stati lanciati, su quale terreno scivoloso è stata condotta spesso suo malgrado e senza saperlo, quale resistenza ha spiegato nel combattimento, quali atti di virtù eroica forse hanno preceduto la sconfitta, quali sono stati i suoi rimorsi, la sua tristezza, la sua confusione.
Per questo Gesù, che tutto conosce, è disposto a riparare, a raddrizzare le anime cadute e a dare loro fiducia e speranza, ripetendo: «Va e non peccare più ».
Questa storia così commovente e tenera, prima scritta coi fatti del cuore del divino Maestro e poi nelle pagine della Sacra Scrittura dalla penna del suo discepolo prediletto Giovanni sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, è una rivelazione di Dio e ci insegna che Egli non pone limiti alla sua misericordia e al suo perdono, come noi non ne mettiamo alla nostra ingratitudine e alle nostre offese.
Nessun peccatore, per quanto grande esso sia, troverà il cuore di Dio e di Gesù insensibile e chiuso al perdono, se a loro si rivolge con cuore contrito e umiliato.