La Vita di Gesù
Uno sguardo sinottico dei quattro vangeli
di Italo Minestroni
VITA PUBBLICA
LE CHIAMATE DI DIO
(Matteo 8, 19-22; 10, 38-42; Luca 9, 57-62)
Gesù è in cammino verso Gerusalemme
per prendere parte alla festa delle Capanne o Tabernacoli, che cadeva verso
la metà del mese di Settembre e durante la quale quanti erano a
Gerusalemme, abitanti e pellegrini, vivevano all'aperto in capanne o tende
per tutti gli otto giorni della festività, che ricordava i 40 anni
trascorsi dagli Ebrei nel deserto durante l'esodo dall'Egitto prima di entrare
nella Terra Promessa.
Durante questo viaggio l'evangelista Luca colloca
tre episodi di persone chiamate o desiderose di seguire Gesù, che
racconta così.
Mentre Gesù era in cammino coi suoi discepoli,
un uomo gli si avvicinò e gli disse: Verrò con te, dovunque
tu vada. «E Gesù gli rispose: Le volpi
hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figliuol dell'uomo
non ha dove posare il capo». A un altro fu lo stesso Gesù
a fare l'invito: «Seguimi ». Ma
gli rispose: Signore, permettimi prima di andare a seppellire mio padre.
« Ma Gesù gli disse: Lascia i morti seppellire
i loro morti; ma tu va ad annunziare il Regno di Dio ». Un terzo
gli disse pure: ti seguirò, Signore, ma permettimi che vada ad accomiatarmi
dalla mia famiglia. « Ma Gesù gli disse:
Nessuno che abbia messo mano all'aratro e poi volge indietro lo sguardo
è adatto per il Regno di Dio».
Abbiamo qui l'esempio di tre risposte che gli
uomini possono dare alla chiamata di Gesù alla sua sequela, al suo
servizio, cioè a divenire cristiani.
Il primo dei tre fu un individuo PRECIPITOSO.
Dicendo a Gesù: Verrò con te, dovunque
ti vada, non si è reso conto che la sua decisione era affrettata e
prese senza dovuta riflessione. La sequela di cristo è bella e piena
di gioie e consolazioni, ma comporta pure assai spesso sacrifici e privazioni.
Gesù gli fa tutto ciò presente
col linguaggio figurato delle volpi che hanno le loro tane sotterranee
e degli uccelli che hanno i loro nidi sugli alberi, mentre Lui, Gesù,
dal giorno che ha iniziato la sua missione messianica, che apporterà
redenzione e remissione dei peccati all'umanità, è andato
attorno per le campagne della Galilea, stendendo la mano a mendicare l'alloggio
e il pane quotidiano, spessi male accolto, talora respinto, e passando notti
intere all'aperto.
Chi vuol seguirlo, specialmente nell'apostolato,
com'era il caso dell'individuo in questione, deve avere pertanto un animo
pronto a tutte le prove, un cuore pronto a tutti i sacrifici, una volontà
che non tema alcun danno, alcuna minaccia, nemmeno la sofferenza, nemmeno
la morte.
Quell'uomo, probabilmente era un discepolo,
non aveva riflettuto a queste cose, forse perché imbevuto dei pregiudizi
del tempo, secondo cui il Messia avrebbe stabilito un Regno terreno, glorioso,
in cui il Re-Messia avrebbe distribuito onori e ricchezze ai suoi discepoli-cortigiani.
Gesù lo richiama alla realtà:
Tu mi vuoi seguire dappertutto, bene! Sappi però che io non ho nulla
e non posso darti nulla di terreno, ma prometterti solo privazioni e rinunzie!
E' un invito alla riflessione rivolto al discepolo,
teso a far sì che si renda meglio conto della missione che dovrà
compiere, che vagli meglio le sue forze prima di assumere un impegno che
non sa se poi sarà capace di condurre a termine.
Il colloquio di Gesù con questo discepolo
si era svolto in presenza di tutti i discepoli.
Uno di essi lo aveva seguito con interesse ed
emozione. Nel suo cuore si era svegliato il desiderio di seguire Gesù
interamente, però si sentiva spaventato dalla nera prospettiva,
che il Signore aveva fatto della sua sequela, e non aveva perciò
il coraggio di decidersi. Improvvisamente, Gesù, che aveva letto
nel suo cuore, gli dice: Seguimi! Ma il discepolo imbarazzato per l'inatteso
invito, tergiversa e dice: Permetti che vada prima a seppellire mio padre.
Che cosa significa questa richiesta? Forse che quel discepolo stava lì
con Gesù, pur sapendo di avere il padre morto in casa da alcune ore?
Certamente, no!
Per i Giudei, infatti, gli onori da rendersi
ai defunti erano un dovere sacro: il figlio chiudeva gli occhi del padre,
gli dava l'ultimo bacio, lo cospargeva con le sue mani di oli odorosi e
lui stesso lo seppelliva, trascurando ogni altra obbligazione, perfino la
frequenza alle riunioni della sinagoga e i pellegrinaggi alla Città
Santa per le tre ricorrenze solenni annuali.
Le sue parole, pertanto, significano: Signore,
ho un padre vecchio, permettimi che io provveda a lui sino al giorno della
sua morte; poi ti seguirò.
Ma la risposta di Gesù fu netta e precisa:
«Lascia che i morti seppelliscano i loro morti
», cioè lascia che siano i morti spiritualmente intesi, i
morti alla grazia di Dio ad avere cura dei loro congiunti, "tu vieni e seguimi";
io ti chiamo ad una missione più importante dei legami ed affetti
terreni, alla missione di portare la vita e la salvezza a tante anime, che
ne hanno fame e sete, mentre quelli della tua casa e famiglia sono stati sordi
al mio messaggio, e quindi sono adatti a rendere gli ultimi servigi a tuo
padre, la cui futura morte corporale è immagine della loro morte spirituale.
Questo discepolo è figura di ogni discepolo
TEMPOREGGIATORE, che antepone gli affetti terreni alla sequela di Gesù.
Allora un terzo discepolo si offerse spontaneamente
come il primo, ma esitò come il secondo.
E' un discepolo qualificato come IRRESOLUTO.
Dice infatti al Signore: "Ti seguirò",
ma il suo cuore è titubante, perché chiede il permesso di
"accomiatarsi prima da quelli di casa sua", genitori ed amici.
Gesù gli nega il permesso. Perché?
Gli evangelisti non ce lo dicono, ma la risposta data da Gesù in
forma di proverbio: «Nessuno che abbia messo
mano all'aratro e poi volge indietro lo sguardo è adatto per il Regno
di Dio », fa comprendere a quel discepolo, che seguiva Gesù
nel suo viaggio a Gerusalemme, era ancora troppo legato agli affetti terreni
e li anteponeva alla chiamata all'apostolato per il Regno di Dio.
Era questo un intralcio per la sua missione,
perché per Gesù «chi ama padre
e madre più di me, non è degno di me» (Matteo
10, 37).
La chiamata divina all'annunzio del Regno di
Dio ha un valore soprannaturale, immenso; è un privilegio unico al
mondo, tale che a chiunque è rivolta deve essere disposto a sacrificare
tutto.
Tre discepoli, tre diverse situazioni di risposta
che si possono dare in ogni tempo all'invito che Gesù rivolge a seguirlo.
Egli, il Maestro, non vuole che si sia precipitosi,
né temporeggiatori, e né irresoluti. Ricordiamolo!