La Vita di Gesù
Uno sguardo sinottico dei quattro vangeli

di Italo Minestroni


VITA PUBBLICA
GESU' SI INCAMMINA VERSO GERUSALEMME
ACCOGLIENZA DEI SAMARITANI
INVIO IN MISSIONE DEI SETTANTA DISCEPOLI
(Luca 9, 51-56; 10, 1-20; Matteo 9, 35-38)

Dopo aver manifestato ai suoi fratelli, che lo premevano perché andasse a Gerusalemme per la festa delle Capanne o Tabernacoli allo scopo di destare ammirazione coi suoi miracoli ed essere accolto trionfalmente, che non vi si sarebbe recato nel modo che essi pretendevano, Gesù si dirige decisamente verso la Città Santa, ma quasi in segreto, sapendo che essa era il covo dei suoi nemici decisi a farlo fuori.
Accompagnato dai suoi apostoli si muove verso la Giudea, compiendo un viaggio che, fatto a piedi, richiedeva più giorni.
Giunto verso la regione della Samaria, inviò alcuni apostoli a cercare in un villaggio degli alloggi per sé e per gli apostoli.
I Samaritani avendo appreso che Gesù col suo gruppo di discepoli, era diretto a Gerusalemme, non lo ricevettero per la profonda inimicizia esistente tra gli ebrei e loro.
I discepoli presero questo rifiuto come un insulto per Gesù. E Giacomo e Giovanni, suo fratello, che amavano e veneravano Gesù, si accesero a tal punto d'ira, che si rivolsero a Gesù, dicendo: «Maestro, permettici di comandare al fuoco dal cielo di discendere sopra a questa gente e di ridurla in cenere ».
Non senza ragione Gesù aveva soprannominati i due fratelli "figliuoli del tuono", in aramaico "Boanèrges" (Marco 3, 17), per il loro carattere ardente e focoso. Gesù, volgendosi verso di loro, li guardò severamente, e li rimproverò. Quei Samaritani erano senza dubbio colpevoli, ma Gesù non era venuto per perderli, bensì per salvare anche le loro anime a costo anche del sacrificio della sua vita.
Meritavano quindi indulgenza e compassione, tanto più che non avevano veduto i suoi miracoli, non avevano ascoltato la sua predicazione e bon avevano rigettato la luce della verità, come invece era avvenuto degli abitanti di Bethsaida, di Corazin e di Cafarnao.
Respinto dai Samaritani, Gesù ritorna indietro, ripassa i confini della loro regione e si dirige verso il fiume Giordano per seguire la strada più lunga che conduceva a Gerusalemme senza attraversare la Samaria.
Nel frattempo però il numero dei discepoli, che si erano aggregati a loro, si era accresciuto di molto. Ritenendolo troppo numeroso per un viaggio che voleva fare senza pompa e strepitio, decise di scegliere settanta di loro e di mandarli a due a due in ogni città e luogo per i quali sarebbe passato.
Prima che essi partissero rivolse loro queste parole: «La messe è abbondante, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il Padrone della messe che mandi operai nella sua messe».
E fece loro molte altre raccomandazioni, quali:

I settanta discepoli partirono, quindi per il loro giro di evangelizzazione.
Quando ritornarono a Gesù erano raggianti gioia, e gli dicevano: «Anche i demoni ci sono sottomessi in virtù del tuo nome». E Gesù fece loro presente: «Io ho veduto satana cadere dal cielo come fa la folgore. Sì, dicendovi di guarire gli ammalati, vi ho dato potere di compiere miracoli di ogni genere, ed anche cacciare gli spiriti dagli ossessi, schiacciare coi piedi i serpenti e gli scorpioni e tutto l'esercito potente del nemico, per cui ormai nulla potrà farvi più male. Però non siate pieni di gioia, perché i demoni vi sono sottomessi, ma gioite solo per il fatto che i vostri nomi sono scritti in cielo».
Con l'avvento di Cristo sulla terra, con la sua missione evangelizzatrice, e soprattutto con la sua morte redentrice e la edificazione del Regno di Dio, il potere di satana ha cominciato ad essere scalzato. Egli latra ancora, può andare attorno come leone ruggente, cercando di divorare, ma la sua attività è frenata durante questi mille anni simbolici della durata dell'era messianica, per cui esso non può più fare ciò che vuole.
Non può distruggere la Chiesa o Regno di Dio, può solo provarla, tormentarla con persecuzioni e prove. Non può infierire più contro i cristiani col condurli alla morte eterna: essi potranno essere da lui provati, tentati, ma potranno essere sempre vincitori, se vorranno con la forza di Gesù che li ha redenti.
Quando giungerà l'ora della sua fine, «Satana sarà gettato nello stagno di fuoco e di zolfo» per tutta l'eternità, vinto per sempre (Apocalisse 20, 10).
"Gioite, dice Gesù, perché i vostri nomi sono scritti nei cieli". Come in ciascuna città ebrea esisteva un libro, nel quale erano scritti i nomi dei cittadini che l'abitavano, libro d'oro del popolo d'Israele; come in ciascun comune di ogni nazione esiste il libro dell'anagrafe con i nomi e le generalità dei suoi abitanti, così Gesù insegna che anche in cielo esiste un libro, in cui sono scritti i nomi dei figliuoli di Dio, dei salvati.
Non si tratta, però, di un libro normale, ma del cuore stesso di Dio. I nomi, che in esso sono scolpiti, vi sono fissati dalla morte per tutta l'eternità.
Tuttavia, durante il tempo, in cui si è pellegrini sulla terra, si può venirne cancellati, se non si persevera nella fede e nella verità di Dio.
«Chi vince , dice Gesù, lo rivestirò di vesti bianche (simbolo di santità e di felicità) e io non cancellerò il suo nome dal libro della vita e confesserò il suo nome nel cospetto del Padre mio e nel cospetto dei suoi angeli » (Apocalisse 3, 5).
Ecco, è di somma importanza accettare l'insegnamento di Gesù e metterlo in pratica per avere il nome scritto nel libro della vita. Ma perché da esso non venga poi cancellato occorre tenere presente le parole di Gesù: « Sii fedele sino alla morte e io ti darò la corona della vita » (Apocalisse 2, 10).