La Vita di Gesù
Uno sguardo sinottico dei quattro vangeli

di Italo Minestroni


VITA PUBBLICA
SECONDA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI - IL LIEVITO DEI FARISEI
IL CIECO DI BETSAIDA
(Marco 8, 1-10.14-26; Matteo 15, 32-39; 16, 5-12; Luca 12, 1-2)

Gesù si trova ad oriente del lago di Ghennezareth, nella Decapoli, e una grande folla lo segue da giorni, affamata della sua divina parola e dimentica di provvedersi del cibo materiale.
Rivolto ai discepoli Gesù dice: « Ho pietà di questa moltitudine; perché già da tre giorni sta con me e non ha da mangiare. E se li rimando a casa digiuni, verranno meno per la via; e ve ne sono alcuni venuti da lontano».
I discepoli gli fanno osservare l'impossibilità per tutti di cibare i presenti in quella località deserta. Allora Gesù chiese a loro: «Quanti pani avete? ». Risposero: «sette». Allora diede ordine alla folla di accomodarsi per terra ed egli « presi i sette pani, rese grazia, li spezzò» e li consegnò ai discepoli perché li distribuissero tra la folla.
I discepoli «avevano anche alcuni pochi pescetti». Gesù. « fatta la benedizione» anche per essi, ordinò che fossero distribuiti alla folla. Tutti «mangiarono e furono saziati ed erano circa quattromila persone». E ne avanzarono perfino «sette panieri».
Non è mancato chi ha voluto vedere in questa seconda moltiplicazione dei pani una ripetizione della prima. Ma le due moltiplicazioni, sebbene in qualche punto si rassomiglino, hanno però delle differenze notevoli:

Gesù poi, licenziata la folla, salì su una barca coi discepoli e di diresse dalle parti di Dalmanuta. Durante la traversata, avendo i discepoli dimenticato di prendere dei pani e avendone solo uno, Gesù ne approfittò per istruirli, dicendo: « Badate, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode »: volendo Gesù metterli in guardia di non seguire l'esempio e la perversità dei capi religiosi (i farisei) e politici (Erode Antipa, principe voluttuoso e assai scostumato Marco 6, 14-29, che Gesù qualifica col titolo di "volpe" Luca 13, 31-32).
Presso i Giudei il lievito veniva riguardato come una cosa impura, che esercita una influenza cattiva; era perciò divenuto simbolo di ogni forza malvagia che in modo latente trascina al male. Tale era la dottrina dei Farisei e dei Sadducei; cercava di infiltrarsi dappertutto e minacciava di trascinare tutti alla rovina. Per questo Gesù raccomanda ai discepoli di rifuggire dalla loro ipocrisia e ostentazione e in genere dai loro peccati e insegnamenti (1 Corinzi 5, 6 seg.; Galati 5, 9 seg.).
I discepoli, avendo inteso parlare del lievito, dicevano tra loro, buttandosi l'un l'altro la colpa della dimenticanza, che Gesù parlava così perché non avevano pane. Gesù si accorse di quanto stavano parlando tra loro e li riprende.
Essi avevano infatti compreso male le sue parole, che non intendevano affatto parlare del pane materiale, e mostravano quanto ancora fosse debole la loro fede in lui, temendo di dover soffrire la fame, dopo essere stati testimoni delle due moltiplicazioni dei pani, nella prima delle quali aveva sfamato cinquemila persone con cinque pani e vi erano state dodici ceste piene di avanzi, e l'altra in cui con sette pani aveva sfamato quattromila persone, e ne erano avanzati molti panieri. Per questo Gesù concludeva: «Non capite ancora? ».
Giunsero poi a Betsaida, vicino al lago di Ghennezareth. Gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo. Gesù lo prese per mano e lo condusse fuori il villaggio al fine di evitare i vani entusiasmi della folla. Quindi, «gli sputò negli occhi », perché la saliva di una persona digiuna era ritenuta una medicina particolarmente adatta per le malattie degli occhi; poi « gli impose le mani» che comportava come una specie di invocazione divina, e «gli domandò; Vedi, tu qualche cosa?» per eccitare in lui la fede, se vedeva qualcosa.
Il cieco guardò e disse: « Scorgo gli uomini, perché li vedo camminare e mi paiono alberi »: da questa risposta appare chiaramente che egli non doveva essere cieco dalla nascita, poiché altrimenti non avrebbe potuto formarsi le idee degli uomini e degli alberi. La vista da principio è vaga e confusa: vede figure alte come alberi, che si muovono, e arguisce che siano uomini. Gesù allora «gli mise di nuovo le mani sugli occhi»: è questa la prima volta che il miracolo si compie per gradi.
Forse Gesù seguì questo sistema per dimostrare come Egli è libero dispensatore dei suoi doni, come pure per far agire la potenza a proporzione della fede del malato, e come pure per far conoscere meglio al cieco il beneficio.
Il cieco guardò e fu guarito « e vedeva ogni cosa chiaramente». Gesù allora lo rimandò a casa, dicendogli: «Non entrare neppure nel villaggio», per evitare che la popolazione accorresse a lui entusiasta e potesse accrescere la preoccupazione e l'odio dei farisei e scribi, che avevano messo alcuni dei loro a seguirlo continuamente.