La Vita di Gesù
Uno sguardo sinottico dei quattro vangeli

di Italo Minestroni


VITA PUBBLICA
LA PESCA MIRACOLOSA: PESCATORI D'UOMINI
(Marco 1, 16-20; Luca 5, 1-11; Matteo 4, 18-22)

Gesù, cacciato da Nazareth, ritornò a Cafarnao. Il popolo lo accoglie affabilmente e allora Egli vi stabilisce la sua dimora, ne fa la sua città, il centro del suo ministero apostolico.
Cafarnao era una città di pescatori e di traffici anche internazionali, da cui Gesù poteva facilmente irraggiare la luce del Vangelo anche nelle regioni circostanti.
Appena giuntovi, ebbe premura di porre le fondamenta del suo Regno divino, la Chiesa, con la scelta dei primi quattro discepoli, che sarebbero stato d'ora in poi sempre vicini a Lui, testimoni delle sue parole e miracoli, e che in seguito avrebbe eletto anche come suoi apostoli.
Un giorno, infatti, mentre di buon mattino camminava «lungo il mare della Galilea », vide molti pescatori che, discesi dalle barche, dopo la fatica notturna della pesca, lavavano, pulivano e rattoppavano le reti. Si fermò vicino al primo gruppo che incontrò e incominciò ad annunziare la "Buona Notizia". Quelle brave persone, nature semplici e rette, ascoltarono con attenzione ed erano affascinati dalle sue parole.
La folla ingrossava, tutti volevano vedere da vicino e ascoltare il profeta che recava al popolo la parola di Jahweh, suo Dio, al punto che la moltitudine lo stringeva da ogni parte.
Ma, guardando Egli più innanzi, vede altre due barche vuote, e i pescatori che, scesi a terra, lavavano le reti. Gesù li conosce, e noi pure li conosciamo, perché sono già stati un po' di tempo con Gesù. Il padrone della prima barca è Simone, che ha come compagno il fratello Andrea, colui che nel precedente incontro con Gesù aveva levato il grido di gioia: « Abbiamo trovato il Messia» (Giovanni 1, 41).
Altri due fratelli stanno presso la seconda barca, Giacomo e Giovanni e assieme a loro il padre Zebedeo. Gesù, spinto dalla folla, sale sulla barca di Simon Pietro e lo pregò di « scostarsi un po' da terra; poi sedutosi sulla barca ammaestrava le turbe » (Luca 5, 1-11).
Finito di parlare. « disse a Simone: prendi il largo e calate le reti per pescare». Ma Simone gli fa notare: «Maestro, tutta la notte ci siamo affaticati, e non abbiamo preso nulla; però, alla tua parola calerò le reti. E fatto così, presero una tal quantità di pesci, che le reti si rompevano. E fecero segno ai compagni di venire ad aiutarli. E quelli vennero e riempirono ambedue le barche, talché affondavano. Simone Pietro, veduto ciò, si gettò ai ginocchi di Gesù, dicendo: Signore, dipartiti da me perché sono uomo peccatore. Poiché spavento aveva preso lui e tutti quelli che erano con lui per la presa dei pesci che avevano fatto». Ma Gesù lo incoraggia e gli dice: «Non temere: d'ora innanzi sarai pescatore d'uomini». E lo stesso invito lo rivolge agli altri tre Andrea, Giacomo e Giovanni: « Seguitemi, ch'io vi farò diventare pescatori d'uomini. Ed essi, tratte le barche a terra, lasciarono ogni cosa e lo seguirono».
Queste parole d'invito, che Gesù rivolse ai quattro, non erano loro sconosciute.. Infatti, quando un rabbino voleva che un suo uditore, di cui aveva notato lo zelo e l'intelligenza, diventasse suo discepolo, era usanza che gli rivelasse il suo proposito con la formula: Vieni e seguimi. I quattro perciò comprendono subito che Gesù li invitava ad accompagnarlo dovunque e che intendeva farli suoi veri discepoli. Egli li invitava a compiere un'opera, di cui era simbolo il loro mestiere; la pesca, che poco prima avevano fatta, è figura delle fatiche che dovranno sostenere, che la nuova opera, a cui sono chiamati, esigerà da loro, e dei risultati che essi otterranno: Finora avete preso pesci, d'ora innanzi prenderete uomini e li condurrete a me. Ed essi abbandonano tutto subito: barche, reti, genitori e famiglia, anche se ciò dovette costare loro, per stringersi attorno al Messia, la cui chiamata prometteva loro nel suo regno posti d'onore e scelti favori.
E' vero che strane illusioni si mescolavano alle loro speranze, perché, essi come tutti gli ebrei, si attendevano un Messia temporale, un Messia che riunisse un'armata per andare alla conquista del mondo e versare a piene mani su Israele l'oro, l'argento, la gloria e gli onori. Ma queste stesse illusioni accrescono la grandezza della loro fede. Gesù nulla ha, che gli permetta, umanamente, di realizzare questo programma, o meglio questi sogni di gloria e di conquista. Però è il Messia. Essi lo credono e ciò basta loro. Lo credono senza esitare, lo seguono senza tentennare e così si mostrano persone di fede, di cuore e di buon senso.