La Vita di Gesù
Uno sguardo sinottico dei quattro vangeli

di Italo Minestroni


VITA PUBBLICA: INTRODUZIONE (4)
GIOVANNI IL BATTEZZATORE, PRECURSORE E ARALDO DI CRISTO
(Matteo 3, 1-12; Marco 1, 1-8; Luca 3, 1-18; Giovanni 1, 6-8.19-36; 3,22.30)

Siamo all'inizio del 15° anno dell'Impero di Tiberio Cesare, fra l'Ottobre dell'anno 27 e il Settembre del 28 a.C.. La Giudea ha perduto la sua indipendenza. Roma vi regna e governa sovrana. Il giogo dell'oppressione pesa ogni giorno più gravemente sulle spalle e sulle coscienze del popolo ebraico.
I Farisei, una setta religiosa del tempo, vanno rincuorando il popolo che Israele non perirà, che Jahweh non lascerà il suo popolo in balia dei "goim" (così erano chiamati i pagani o gentili), maledetti da Dio, e che il Messia verrà presto e libererà il suo popolo. Gli spiriti fremono d'impazienza, le immaginazioni ribollono e si esaltano, una febbre di rivolta scuote tutte le anime, quando all'improvviso si sparge la voce che è comparso un novello profeta, che annunzia la prossima venuta del Messia.
Questa notizia entusiasma le folle, che, invase da un patriottico e religioso entusiasmo, si precipitano verso il deserto, lungo le coste occidentali del Mar Morto, che il novello profeta ha scelto come luogo della sua abitazione e della sua predicazione.
Questo profeta noi lo conosciamo, è Giovanni il Battezzatore, il figlio del miracolo di Elisabetta e di Zaccaria. Egli è il messaggero profetizzato dall'ultimo profeta, Malachia, dell'Antico Testamento. E' colui che deve precedere il Messia, fargli da battistrada, come i corrieri precedevano in Oriente i re e preparavano il loro passaggio per le diverse contrade del loro paese.
«Ecco io mando il mio messaggero: egli preparerà la via davanti a me... La voce d'uno grida nel deserto: Preparate la via dell'Eterno, appianate nei luoghi aridi una strada per il nostro Dio! Ogni valle sia colmata, ogni monte e ogni colle siano appianati; i luoghi erti siano livellati; i luoghi scabri diventino pianura. Allora la gloria dell'Eterno sarà rivelata e ogni carne, a un tempo, la vedrà» (Malachia 3, 1; Isaia 40, 3-5; cfr. Matteo 3, 3; Marco 1, 2-3; Luca 3, 4-6).
Uomo dalla vita austera e riservata, egli si rivolgeva alle folle, che l'andavano a vedere e sentire predicare, dicendo: «Ravvedetevi perché il regno dei cieli è vicino» (Matteo 3, 2).
«Ravvedetevi», gridava insistentemente, cioè: capovolgete il vostro spirito, cominciate a pensare ed agire diversamente, in modo nuovo. Chiedeva quindi un cambiamento interiore così profondo che tutta la vita esteriore ne risultasse trasformata.
Ma il suo messaggio era un messaggio di gioia.
«Il Regno dei Cieli è vicino». E questo Regno da lui annunziato, non era la sovranità di Dio sulla terra, ma nei cuori, nelle anime, che si dovevano lasciar governare da Dio e delle quali Egli sarebbe dovuto essere il solo re. Era un messaggio chiarissimo per i suoi uditori, che si concretizzava nell'annunzio: il Messia è prossimo a venire! Egli viene per fondare quel Regno universale, che tutti voi, o Giudei, aspettate e che i vostri profeti hanno annunziato.
Preparatevi dunque a riceverLo, ad entrare con lui nel Suo Regno. Perciò: Ravvedetevi!
Questo messaggio annunzia il tempo della grazia di Dio. Ma nel medesimo tempo è estremamente serio per la possibilità, che sarà data agli uomini, di accettare o rifiutare la grazia, che sta per giungere. Giovanni è intimamente consapevole del fatto che colui che verrà potrà essere occasione di "caduta o resurrezione". E descrive il momento in cui l'Atteso agirà, come il momento in cui la radice dell'albero è già stata messa a nudo e la scure le è sopra, pronta a vibrare il primo colpo.
Colui che sta per venire reca un vaglio in mano e ha preparato un fuoco per la pula.
Sarà uno che « battezzerà con lo Spirito santo e col fuoco»: immagine con cui Giovanni, tutto impermeato di pensieri e immagini dell'Antico Testamento, ha voluto indicare sia il fuoco purificatore dei buoni che il fuoco di condanna per i malvagi.
Come preparazione a questo impressionante "battesimo" egli richiede la fede nel Messia che sta per venire e amministra un battesimo, cioè una immersione in acqua, per la remissione dei peccati mediante un sincero ravvedimento del cuore, unito al proposito di cambiare vita. Si tratta di un segno di apertura per ciò che verrà, ma non ancora dell'ingresso vero e proprio nel Regno di Dio, che solo Gesù, il Messia, stabilirà sulla terra.
Con la venuta e la predicazione di Giovanni andò preparandosi un evento enorme. Proprio questo lo distingue dagli altri personaggi dell'Antico Testamento.
Giovanni infatti grida: « Il Regno dei Cieli è vicino!».
Egli appartiene ancora a questo Antico Testamento, ma sta sulla displuviale dell'Antico Testamento e del Nuovo, come un uomo a una svolta, come la pietra miliare di confine tra due epoche storiche: la vecchia e la nuova.
La via che conduce a cristo si affianca a lui. E tutto questo non un'unica volta, in un'ora ormai trascorsa della storia, ma per sempre. Il ravvedimento, che egli ha predicato, rimarrà infatti per sempre la via per giungere al Regno di Dio da lui preannunziato.
Anche ora che Gesù, la vera luce, è comparso, Giovanni rimane attuale, perché chiama a una preparazione sempre necessaria ad ognuno di noi per divenire cittadini del Regno di Dio.