La Vita di Gesù
Uno sguardo sinottico dei quattro vangeli
di Italo Minestroni
VITA PUBBLICA:
INTRODUZIONE (2)
I NOMI CON CUI CRISTO E' CHIAMATO
Per comprendere bene chi è Gesù
occorre passare in rassegna i nomi, almeno alcuni, con cui viene chiamato
nel Nuovo Testamento.
- Il suo nome proprio è "GESU'", che
vuol dire Jahweh o Dio salva.
Questo nome venne suggerito dall'angelo Gabriele
a Maria, quando le apparve per annunciarle che Dio l'aveva scelta ad essere
madre del Messia (Luca 1, 31).
Un altro angelo lo ripetè a Giuseppe,
apparendogli in sogno (Matteo 1, 21).
E Maria e Giuseppe, ubbidienti al volere divino,
lo imposero al loro bambino il giorno della sua circoncisione (Luca 2, 21).
- A questo nome proprio i suoi discepoli
e coetanei aggiunsero quello di "MESSIA", dall'ebraico "mesciàh" che
vuol dire "unto" (in greco: Xristo/j
= Kristòs, CRISTO).
Con tale nome si indicava il re lungamente atteso,
unto dal Signore per la grande missione che gli affidava e che consisteva
nello stabilire LA SIGNORIA DI DIO NEL MONDO, cioè il Regno di Dio.
Gesù evitò il titolo di "Cristo",
quando parlava alle folle giudaiche, perché nella mentalità
degli Ebrei del suo tempo, questo titolo era contaminato di idee nazionalistiche
e temporali.
Tuttavia, quando nel momento solenne del processo,
durante il quale sarebbe stato condannato a morte, il Sommo Sacerdote gli
chiese solennemente:
«Ti scongiuro per
l'Iddio vivente a dirci se tu sei il Cristo, il Figliolo di Dio. Gesù
rispose: ti l'hai detto; anzi vi dico che da ora innanzi vedrete il Figliuol
dell'uomo sedere alla destra della Potenza (=Dio)» (Matteo
26, 63-64).
Ma questa sua ammissione di essere "il Cristo"
aveva un senso ben più profondo ed elevato di quello che il Sommo
Sacerdote e quanti lo attorniavano pensavano. Il suo regno infatti non è
di questo mondo (Giovanni 18, 36), né «
viene in maniera da attirare gli sguardi... perché ecco (Egli
disse) il Regno di Dio è dentro di voi
» (Luca 17, 20-21).
- Per questo Gesù per indicare la
sua messianicità scelse un'espressione che nel pensiero degli Ebrei
del suo tempo era meno legata all'idea di dominio terreno, e cioè
l'espressione "IL FIGLIO DELL'UOMO", che proveniva dalla profezia di Daniele
(7, 13-14): espressione che non significa, come si potrebbe essere indotti
a pensare dal suono delle parole, la sua umanità bensì la
sua origine celeste.
"Figlio o figliuol dell'uomo" non è titolo
col quale Gesù chiama modestamente se stesso, è invece un
titolo di altezza, di eccellenza per significare che la Sua messianicità
è di ordine diverso da una messianicità semplicemente terrestre.
Ecco perché Egli sostituì il titolo di "Cristo" con "il Figlio
dell'uomo" per indicare se stesso. Si tratta di un'espressione molto ricca
di significato, perché insieme alla grandezza di Gesù, esprime
anche l'umanità ultraterrena della sua messianicità e "l'essere
diversa" di quest'ultima. Inoltre, esso rivela qualcosa dell'unità
di Gesù con tutti gli uomini: infatti "figlio dell'uomo" è
forma di linguaggio semitico che in sé e per sé significa "uomo".
Ma Gesù è "l'uomo per eccellenza".
- Ed ecco poi il titolo di "FIGLIO DI DIO"
Che questa sua filialità fosse di un
ordine assolutamente speciale lo dimostra il suo stesso modo di parlare:
infatti dice sempre: «Il Padre mio e il Padre
vostro » e mai il "Padre nostro" confondendo se stesso con
noi.
Nessun altro titolo esprime come questo il mistero
della sua persona.
Esso costituisce il fondamento ultimo della Sua
"autorità". Egli è il Figlio, che aveva presso Dio la Sua Signoria,
prima che il mondo esistesse.
«In verità,
in verità vi dico (Egli affermò agli scribi e farisei),
prima che Abramo fosse IO SONO» (Giovanni
8, 58); «Dio ha tanto amato il mondo che ha dato
il SUO UNIGENITO FIGLIUOLO, che è nel seno del Padre»
(Giovanni 3, 16; 1, 18) si legge nel Vangelo di Giovanni, in cui il nome
di "Figlio" viene sostituito talvolta col termine "VERBO, PAROLA" (greco:
Lo/goj =
LOGOS).
- Gesù viene chiamato molto spesso
"SIGNORE": con questa espressione nell'Antico Testamento viene sempre indicato
Dio (detto: Adonaj), ma nel Nuovo Testamento essa viene attribuita a Cristo,
non solo come tacita protesta contro la divinizzazione degli imperatori
romani, che si facevano chiamare con questo nome ed accettavano il culto
ad esso connesso, ma perché essa è il più breve riassunto
di tutta la "BUONA NOTIZIA O VANGELO", che si concretizza nella formula:
« GESU' E' IL SIGNORE» (1 Corinzi
12, 3).
«Signore mio e Dio
mio», esclama Tommaso apostolo, quando dopo aver toccato con
mano il corpo spirituale di Gesù risorto, dovette recedere dalla sua
incredulità (Giovanni 20, 29).
«Iddio ha fatto e
Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso»
proclama Pietro agli ebrei, concludendo il suo sermone nel giorno di Pentecoste
(Atti 2, 36).
«Dio Lo (Gesù)
ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che
è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù
si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto la terra E OGNI
LINGUA CONFESSI CHE EHLI E' IL SIGNORE alla gloria di Dio Padre »
proclama Paolo nella lettera ai Filippesi (2, 10-11 ecc.).
- Ma Gesù viene anche chiamato "DIO":
«E la Parola era Dio», afferma
Giovanni nel Prologo del suo Vangelo (1, 1); «
Dio mio », esclama incredulo Tommaso, come abbiamo veduto
sopra.
E Paolo scrivendo la sua Lettera ai Romani afferma,
parlando di Gesù:
«Il Cristo, che è
sopra tutte le cose Dio benedetto in eterno» (9, 5).
L'autore della lettera agli Ebrei, applicando
a Gesù le parole del Salmo 45, 6-7, scrive:
«Il tuo trono, o
Dio, è nei secoli dei secoli» (Ebrei 1, 8)
Lo stesso apostolo Giovanni chiude la sua Prima
Lettera con questa confessione:
«E noi siamo in Colui
che è il vero, cioè nel suo Figliuolo Gesù Cristo. Egli
è il vero Dio e la vita eterna» (1 Giovanni 5, 20).
- Ci sono anche vari altri titolo dati a
Gesù, come: Profeta, Figlio di Davide, Agnello di Dio, Alfa e Omega
cioè principio e fine della storia umana ecc.... i quali sono tutti
titoli di grandezza, di soprannaturalità e indicano in Lui un essere
straordinario e dai connotati della Divinità.
Dobbiamo pertanto inchinarci dinanzi a questo
personaggio unico nella storia del mondo e riconoscerlo come Dio venuto
in terra, ripetendo a Lui la preghiera - esclamazione di Tommaso: «
Signore mio e Dio mio»