La Vita di Gesù
Uno sguardo sinottico dei quattro vangeli

di Italo Minestroni


IL VANGELO DELL'INFANZIA
L'ARRIVO DEI MAGI A BETLEHEM
(Matteo 2, 1-12)

«Or, essendo Gesù nato in Betlehem di Giudea, ai dì del re Erode»: circa Betlehem e circa Erode il Grande, sono già state date informazioni nei precedenti capitoli.
«Ecco i Magi d'Oriente arrivarono a Gerusalemme»: "magi" (greco: ma/goi = màgoi) è parola persiana che significa "grande"; essi costituivano una classe sociale dedita all'Occultismo, Astrologia e Medicina.
Erano molto diffusi in tutto l'Oriente e di essi parla anche l'Antico Testamento (Geremia 39, 3.13; Daniele 2, 48). Al tempo di Gesù avevano perduto molto del loro prestigio, perché preferivano praticare le scienze occulte e pretendevano di indovinare il futuro, per cui il termine "mago" divenne sinonimo di "stregone, indovino, astrologo" (Atti 8, 9; 13, 8). Quelli di cui parla Matteo erano dei saggi orientali, dediti alla divinazione mediante lo studio degli astri. Essi provenivano "d'Oriente": espressione molto vaga che fa solo pensare a una regione a est della Palestina o del Mar Morto.
«Arrivarono a Gerusalemme »: il quando vi arrivarono, possiamo desumerlo dall'atteggiamento del re Erode, che, non essendo i magi ripassati da lui dopo la visita a Gesù, si ritenne illuso da loro e nella sua gelosia ordinò l'uccisione dei bambini di Betlehem dai due anni in giù. Perciò possiamo ritenere che tale visita sia avvenuta solo qualche mese o non più di un anno al massimo dalla nascita di Gesù e certo dopo la presentazione al tempio.
Infatti, giunti a Gerusalemme, essi chiedono: «Dov'è il re dei Giudei, che è nato? »: i magi andarono diretti a Gerusalemme, perché, secondo loro, un re dei Giudei non poteva che nascere nella loro capitale.
«Perché noi abbiamo veduto la sua stella in oriente e siamo venuti per adorarlo »: tutto il mondo allora era in grande attesa di un evento significativo, al punto che Svetonio, storico romano, scrisse (Vespasiano cap. 4): "In tutto Oriente era divenuta più attuale una vecchia e costante opinione... che era nei disegni del fato che in quel tempo alcuni venuti dalla Giudea dominassero il mondo"; e Tacito, altro storico latino, scrisse (Historia 5, 13): "Molti erano persuasi che era scritto nelle antiche lettere dei sacerdoti che il quello stesso tempo l'Oriente si sarebbe imposto e alcuni venuti dalla Giudea si sarebbero impadroniti del mondo.
Inoltre, forte era la convinzione tra i cultori di scienze che la comparsa sulla terra dei grandi personaggi della storia, come il compiersi dei grandi avvenimenti, fossero annunziati da qualche apparizione di astri nel cielo. Ecco perciò che i Magi, cultori di dette scienze, scrutavano continuamente il cielo, per cui, quando videro comparire in cielo una stella o un particolare fenomeno luminoso dedussero dalla sua collocazione che un grande personaggio era nato in Giudea.
C'era anche una nota profezia di Balaam, che annunziava il sorgere del re dei Giudei come una stella e che si levava come uno scettro (Numeri 22, 1-6).
Ora Balaam abitava nelle parti dell'Eufrate, perciò questo suo vaticino potè diffondersi tra la gente orientale, tanto più che i molti giudei della diaspora, residenti in quelle parti, non facevano mistero alcuno della loro speranza.
«E siam venuti per adorarlo»: il contesto ci fa intendere che qui si tratta, secondo il pensiero dei Magi, di puro omaggio d'onore e non di vera adorazione.
Il verbo greco "proikynéo" etimologicamente significa: bacio la mano (kynéo) e la stendo verso colui (pròs) che intendo onorare; storicamente tuttavia significa: prostrato in terra e toccando con la fronte bacio la terra o la veste di colui che intendo onorare. Gli orientali dimostravano con questo atto l'eccellenza dell'altra persona e la loro sottomissione.
«Udito questo, il re Erode fu turbato e tutta Gerusalemme con lui»: Erode si turba perché vede messo in pericolo il suo regno e la sua dinastia dalla nascita di questo ignoto re; ma Gerusalemme si turbò per la gioia della nascita dell'atteso Messia, oppure per paura di ciò che Erode avrebbe fatto, geloso com'era del suo regno? La prima ipotesi sembra più attendibile.
«E radunati tutti i capi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informò da loro dove il Cristo doveva nascere»: da ciò si comprende che la domanda dei Magi fu subito interpretata come riferita alla nascita del Messia.
Erode, nemico acerrimo del messianismo ebraico, anche se Matteo nomina solo "capi sacerdoti e scribi del popolo", deve aver convocato il Sinedrio, supremo tribunale ebraico. « Essi gli dissero: in Betlehem di Giudea», citando a conferma la profezia di Michea (5, 1): «E tu, Betlehem, terra di Giuda, non sei punto la minima tra le principali città di Giuda; perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele».
Questa citazione viene fatta da Matteo non sul testo ebraico, ma sulla traduzione greca Settanta e per di più in forma assai libera: Il Sinedrio deve aver però citato il testo ebraico.
«Da te uscirà »: questo fatto che si parli di "uscita di un principe", anziché della nascita, forse spiega perché farisei e scribi non si siano mossi alla ricerca; il Messia, secondo la loro mentalità, non poteva seguire la trafila delle comuni nascita, quindi probabilmente ritennero i Magi illusi e ingannati.
Erode, invece, sempre sospettoso, per non destare sospetti «chiamati di nascosto i magi, s'informò esattamente del tempo in cui la stella era loro apparsa, (quindi, sempre in segreto), mandandoli a Betlehem, disse loro: Andate e domandate diligentemente del fanciullino; e, quando lo avrete trovato, fatemelo sapere, affinché io pura venga ad adorarlo »; in fondo, anche Erode sembrò credere poco (come pure gli abitanti di Betlehem avevano creduto poco ai pastori, che avevano narrato quanto loro accaduto, Luca 2, 18 seg.), che l'atteso re dei Giudei fosse comparso. Tuttavia mandandoli a Betlehem, simulò interesse circa il tipo del bambino, di cui la stella era stata annunciatrice, e simulò pietà, mostrando di essere pronto d'andargli a fare atto di omaggio e sottomissione.
«Essi, udito il re, partirono: ed ecco la stella, che avevano veduta in Oriente, andava dinanzi a loro, affinché giunta al luogo dov'era il fanciullino, vi si fermò sopra».
E' ora di chiederci: quale fu la stella singolare, che videro i Magi, che compare e scompare e ricompare finché si posa sulla casa?
I Vangeli apocrifi e alcuni Padri della Chiesa hanno pensato a una meravigliosa apparizione di un angelo, o dello Spirito Santo, o di un piccolo fanciullo avente in mano una croce luminosa, oppure (i teologi medioevali), una stella miracolosa. Ma le ipotesi più serie sono state tre:

UNA COMETA: ipotesi formulata da Origene (185-254) e poi ripresa dopo la comparsa della cometa di Halley nel 1910. Questa cometa sarebbe stata veduta e notata nell'anno 240 a.C. e avrebbe visitato la terra ogni 75 anni (nel 1985 è comparsa per l'ultima volta). Ma essa avrebbe dato poco aiuto ai Magi, perché la cometa di Halley nel 1910 comparve nella parte della sua coda crinita solo nelle notti del 18 e 19 Maggio, quando essa era attraversata dalla terra; d'altra parte la distanza della cometa dalla terra è tanta che sarebbe stato impossibile potesse segnare la via e la casa.

FENOMENO LUMINOSO: simile a quello che precedeva gli Ebrei nel deserto (Esodo 13, 21). Allora si sarebbe trattato probabilmente di un fenomeno soggettivo, visto solo dai magi e che essi intesero come una nuova stella apparsa nel cielo. Questo spiegherebbe perché essa appare e scompare emetterebbe in evidenza l'intervento di Dio.

CONGIUNZIONE DI ASTRI: è l'ipotesi di Keplero, astronomo tedesco (1571-1630) e perfezionata e completata da altri astronomi. Keplero, avendo osservato (nel 1604) un grande fenomeno luminoso prodotto dalla congiunzione di Giove con Saturno, fece dei calcoli, giungendo alla conclusione che un fenomeno simile si era prodotto nell'anno 746 di Roma, cioè nel 7 a.C. e lo identificò con la stella dei Magi. Tanto più che, secondo l'astrologia babilonese, tale congiunzione dei due astri era un oroscopo della nascita dei re. Ma come i Magi giunsero alla conclusione che era segno della nascita dei re dei Giudei? Un'antica tradizione riconosceva il grado dei Pesci nello Zodiaco come carattere stellare degli Ebrei, e questo convinse i magi, appunto, ad andare a Gerusalemme.
Né si deve pensare ad un astro, che camminasse davanti a loro e indicasse loro il cammino, ma ritenere che l'astro, visto da essi in Oriente, ora verso Betlehem fu rivisto in un'angolazione diversa: si tratta quindi di due apparizione diverse. La prima nella parte orientale del cielo, che mise in moto i magi; la seconda nella parte meridionale che vista da Gerusalemme sembrò stare su Betlehem, e i magi al vederla «si rallegrarono di grandissima allegrezza », in quanto si resero conto che la loro attesa era vera.

«Ed entrati nella casa (greco: oi)ki\a = oikìa)»: come mai Matteo parla qui di "casa", mentre Luca (2, 7) ha parlato di "stalla" (greco: fatnh/ = fatné)? Si è detto, commentando Luca, che Maria e Giuseppe, non trovando posto nella stanza o camera degli ospiti di qualche parente o famiglia amica, furono momentaneamente sistemati nella stalla, ove nacque Gesù.
Ma, avvenuto il lieto evento, e accorsi i pastori, i padroni della casa forse si sono dati da fare per trovare loro una più decente sistemazione in qualche stanza della casa, forse allora resa libera da chi nel frattempo aveva adempiuto all'obbligo del censimento.
«Videro il fanciullino con Maria, sua madre; e prostratisi lo adorarono»: per il significato di questo omaggio dei magi al bambino Gesù, vedere sopra al versetto 2.
«Ed, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra»: "i loro tesori", cioè le loro tasche da viaggio, che contenevano i doni (Deuteronomio 28, 12; 1 Maccabei 3, 28). Era usanza degli orientali non presentarsi davanti ai principi senza offrire dei doni (1 Samuele 10, 27; 2 Re 10, 2), e quindi i magi  offersero le cose migliori dell'Oriente: oro, incenso e mirra.
I magi erano dei re? Tertulliano, basandosi sul Salmo 72, 10, lo afferma e la sua tesi venne ripresa da Cesario di Arles (5° sec.), ma Matteo tace su ciò.
Qualora fossero stati davvero dei re, in attuazione di qualche profezia, Matteo avrebbe citato certamente la profezia.
Quanti furono i magi? Nelle catacombe più antiche le pitture ne mostrano due (3° sec.), in quelle di Domitilla (quattro) (2° o 3° sec.), rappresentazioni siriache e armene sei e talvolta dodici, ma nel 5° secolo il "Vangelo armeno dell'infanzia" ne li9mitò il numero a tre, basandosi sui doni offerti a Gesù, e chiamandoli Melken (o Melchiorre) re dei Persiani, Gaspar, re degli Indiani, e Balthassar. I tre nella pubblicazione "Collectanea", attribuita a Beda (+735), vengono descritti così: "Melchiorre, vecchio e canuto, con barba e capelli spessi, che offrì l'oro al re Signore; Gaspar, giovane imberbe, rubicondo, che offrì l'incenso con un'offerta degna di Dio, onorandolo come Dio; Balthassar, un negro pieno di folta barba, che, offrendo mirra, attestò che il figlio dell'uomo sarebbe morto". Da questa descrizione sono derivate tutte le statuette e immagini attuali. E naturalmente tra tutte le altre invenzioni sui magi, non è mancato chi si è sbizzarrito a cercare il significato del numero tre: per alcuni, essi rappresentano le tre diverse razze umane: Melchiorre, la bianca, cioè i Giapeti; Gaspar, la gialla, cioè i Semiti; Balthassar, la nera, cioè i Camiti; Per Beda, invece, avrebbero rappresentato le tre età umane: la vecchiaia (Melchiorre), l'età matura (Balthassar), l'età giovanile (Gaspar). Ma si tratta di fantasticherie.
«Poi, essendo stati divinamente avvertiti»: da notare che qui si ha nel greco il verbo "xrhmati/zw = krematìzo", che quando è usato nel passivo, come qui, nel Nuovo Testamento indica sempre "essere stati istruiti per divina rivelazione" (come in Atti 10, 22; Ebrei 9, 5; 11, 7), mentre usato nell'attivo (come in Atti 11, 26) significa trattare un affare o ricevere una decisione o una risposta mediante un oracolo; « in sogno »: perché non passassero nel ritorno a Gerusalemme da Erode, onde non facilitargli la ricerca del bambino; « di non passare da Erode, per altra via tornarono al loro paese »