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di Italo Minestroni
IL VANGELO DELL'INFANZIA
L'ANNUNZIO DELLA NASCITA
DI GIOVANNI IL BATTEZZATORE
(Luca 1, 5-25)
Premettiamo che la vita di Gesù si può dividere in tre grandi periodi:
Erano ambedue « giusti davanti a Dio», ubbidendo in maniera irreprensibile a «tutti i comandamenti e precetti del Signore ». Per «non avevano figliuoli », il che era per loro di grande pena e sofferenza, perché presso la gente ebraica questa mancanza di figli era ritenuta una punizione (cfr. Osea 0, 10-17; Salmo 127, 1-6).
Ora avenne che, espletando Zaccaria la sua settimana di servizio al tempio, secondo l'ordine della sua muta, venne un giorno scelto a sorte per offrire mel « Luogo Santo » il profumo sull'altare dell'incenso.
Versato il profumo, Zaccaria si accingeva ad uscire a ritroso dal Luogo Santo, come era di norma, per dare la benedizione al popolo che attendeva, quando vide « un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dei profumi ».
Al vederlo, Zaccaria « fu turbato» e quindi «fu preso da spavento», come avviene sempre a tutti gli esseri umani di fronte ad un'apparizione soprannaturale. L'angelo dissipa subito il timpre di Zaccaria, assicurandolo di essere stato inviato per annunziare buone nuove e non per recare dei mali: infatti lo rassicura, dicendo: « Non temere, Zaccaria».
Quindi lo assicura che « la tua preghiera è stata esaudita». Preghiera per che cosa? Alcuni dicono: per avere un figlio; ma non sembra che sia stato questo lo scopo perché Zaccaria e sua moglie avevano perduto ogni speranza di avere un figlio (come risulta dalla prova che Zaccaria chiede al versetto 18), e quindi sembra più probabile che le preghiere di Zaccaria fossero rivolte ad ottenere la venuta del Messia.
L'angelo, allora, comunica a Zaccaria che avrà un figlio e che gli dovrà imporre per volere di Dio il nome «Giovanni» (ebraico: dono, grazia, misericordia di Jahveh). E, poiché, quando Dio impone il nome, la persona è ciò che il nome significa (Genesi 17, 5; Romani 4, 17), così la nascita di Giovanni recherà a suo padre « gioia» intima e « allegrezza » esteriore e « molti altri» si rallegreranni. Due caratteristiche avrà il nascituro:
Prima caratteristica: «
non berrà né vino né sicero» (meglio
di "cervogia" che è una specie do birra): la "sicera" è
qualsiasi bevanda inebriante; se viene opposta al vino (come in questo
passo) indica una bevanda inebriante fatta di orzo e miele o datteri, cotta
e distillata.
Poiché in Numeri (6, 3-4) a chi faceva
voto di nazireato erano proibiti vino e bevande alcoliche, alcuni pensano
che Giovanni sia stato un nazireo. A Giovanni però, non essendo
stata imposta la proibizione di tagliarsi i capelli, come a Sansone, non
si può pensare che fosse tale.
La vita austera, invece, fa meglio pensare a
lui come a uno che deve svolgere nella sua vita una missione sacerdotale,
quella cioè di presentare Gesù al popolo, ed infatti i
sacerdoti ebrei, mentre officiavano nel tempio, non potevano bere bevande
inebrianti.
La seconda caratteristica di Giovanni è
che «sarà ripieno di Spirito Santo
fin dal seno di sua madre», cioè non nel seno materno,
ma all'uscita dal seno materno (tale senso ha la preposizione greca
e¦k = ék
anche in Galati 1, 15).
La missione del nascituro sarà quella
di «convertire Israele al Signore Iddio loro
», cioè a Jahveh (secondo altri a Cristo, molto bene!),
« ed egli andrà dinanzi a Lui con
lo spirito e la potenza di Elia »: lo "spirito" di Elia fu
il suo zelo (1 Samuele 19, 10), la sua "potenza" fu la forza penetrante
della sua parola e dei suoi miracoli, che Giovanni ripeterà.
Così, l'angelo, utilizzando la profezia di Malachia (4, 5-6), che parla del ritorno di Elia. mostra che Giovanni sarà il vero Elia, che tornerà non di persona, ma con la medesima "potenza e spirito" (Matteo 11, 14; 17, 12-13). Per la sua opera « i ribelli» ebrei saranno convertiti « alla saviezza», cioè alla fede e alla speranza « dei giusti » patriarchi.
In questo modo preparerà «
un popolo ben disposto» ad accogliere il Signore nella
sua venuta. Nel versetto (18) abbiamo la risposta di Zaccaria. Abramo
credette a Dio, che gli prometteva un figlio contro ogni speranza naturale
(Romani 4, 18-21), Zaccaria, invece, in conseguenza della vecchiaia sua
e della moglie e inoltre della sterilità di questa, non credette
con semplicità all'angelo, ma desiderò avere una miracolosa
conferma della promessa, dicendo: «A che
conoscerò io questo? Perché io sono vecchio e mia moglie
è avanti nell'età ». Al dubbio e alla perplessità
di Zaccaria, l'angelo replica mostrando le sue credenziali e manifestando
la sua dignità, e inoltre provando la verità delle sue
parole con un miracolo. « Io sono Gabriele
(ebraico: forza di Jahveh) che sto davanti
a Dio», cioè servo alla corte di Dio, sono ministro
di Dio; quindi è uno dei primcipi della milizia celeste, che vengono
mandati in missione sulla terra da Dio (Luca 1, 26; Ebrei 1, 14).
«E sono stato mandato
a parlarti e recarti questa notizia»; quindi tanto più
le sue parole meritavano fede, in quanto era messaggero di "una buona
notizia".
Per questo il segno desiderato da Zaccaria consisterà
in una punizione che lo renderà muto fino al giorno dell'adempimento
delle cose annunziate dall'angelo. L'espressione «
ed ecco» indica infatti una cosa inattesa, in quanto,
Zaccaria, tutto si sarebbe aspettato tranne che il segno da lui richiesto
fosse una punizione.
L'imposizione del profumo dell'incenso sui carboni accesi dell'altare d'oro, richiedeva un tempo brevissimo, per cui il sacerdote usciva subito dal Santo per benedire il popolo dai gradini. Zaccaria, invece, per il colloquio avuto con l'angelo, si trattenne nel Santo più del consueto, per cui «il popolo che lo stava aspettando si meravigliava che indugiasse tanto nel tempio », non riuscendo a spiegarsi la cosa.
Na, quando Zaccaria uscì dal Santo senza poter pronunciare la formula della benedizione né spoegare il perché del ritardo, i presenti, dall'respressione del suo volto e dall'atteggiamento del suo corpo «capirono che aveva avuto una visione nel tempio» che lo aveva spaventato. «Ed egli faceva loro dei segni» col capo e con le mani di ritornarsene a casa. « E (Zaccaria) rimase muto»: il termine "muto" (greco kwfo¢j = kophòs) significa ora sordo (Luca 7, 22), ora muto (Luca 11, 14); qui, se si considera il solo versetto (20) sembra che egli sia rimasto solo "muto", ma, se ci si rifà anche a Luca 1, 62, sembra che sia rimasto anche "sordo".
Compiuto il tempo del suo settimanale servizio nel tempio, Zaccaria fece ritorno alla sua città (vers. 23) ed Elisabetta, sua moglie, rimase incinta. « E si tenne nascosta per cinque mesi»: Perché? Luca non ne dice il motivo, ma può essere stato per pudore o anche per essere proprio certa di avere in grembo un figlio. Cionondimeno gioiva, dicendo: « Ecco quel che il Signore ha fatto per me nei giorni in cui ha rivolto a me lo sguardo per cancellare la mia vergognia tra gli uomini». Sono parole conteneti reminiscenze bibliche (cfr. Genesi 39, 19 e 30, 23).
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