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Si resero ben presto necessarie le traduzioni del testo in altre lingue per coloro che non parlavano il greco. La loro utilità per la ricostruzione del testo originale è dovuta alla loro antichità, in quanto risalgono in alcuni casi a 150 anni o più, prima dei più importanti manoscritti greci, ed alla loro ben determinata posizione geografica, a testimonianza del tipo di testo usato in una particolare località. Con una certa approssimazione si può infatti risalire dalle versioni al testo greco da cui esse furono tradotte.
Lo svantaggio delle versioni è che anch'esse sono state soggette agli stessi processi ed influenze che hanno prodotto delle varianti, come un qualsiasi altro manoscritto greco. Queste influenze saranno esaminate quando parleremo delle tendenze degli scribi. Un particolare pericolo è, ad esempio, il conformismo: un monaco copiando un manoscritto latino poteva alterarne il testo per adattarlo al testo greco che egli conosceva e stimava. Un altro errore poteva essere commesso nella traduzione a causa di differenze linguistiche: il Latino non ha l'articolo determinativo e nel Copto manca la forma passiva. In ogni caso però è sempre possibile risalire al testo greco usato.
Le versioni quindi sono importanti come testimonianze di testi greci che non possediamo. Le tre principali sono la Siriaca, la Latina e la Copta.
1. Versione Siriaca . Diffondendosi il Vangelo dalla Siria alla Mesopotamia in centri come Damasco, Aleppo ed Edessa, verso il 150 d.C. il testo greco del Nuovo Testamento venne tradotto in Siriaco, lingua semitica parlata in quelle regioni e che usava un alfabeto abbastanza simile all'ebraico e all'aramaico. In Siriaco abbiamo diverse versioni:
a) Il Diatessaron di Taziano. Si presenta come una fusione dei quattro Evangeli in un'unica narrazione (una specie di sinossi). Nel 1290 venne scoperto a Dura sull'Eufrate il cosiddetto frammento di Dura, costituito da 14 linee incomplete del Diatessaron in greco. Esaminando questo frammento il Kenion osserva: « Taziano usò con una certa libertà il materiale a sua disposizione ... Se avessimo tutto l'originale Diatessaron, si dovrebbe essere molto prudenti nel determinare i testi dei vangeli su cui operò »(1).
b) L'Antica Versione Siriaca. Appartiene al 200 circa d.C. ed è attestata dalla Siriaca Sinaitica e dalla Siriaca Curetoniana. Si tratta di un palinsesto dei Vangeli di natura frammentaria, scoperto nel 1892 dalla signora Lewis e da sua sorella, signora Gibson nel monastero di S. Caterina sul Monte Sinai. La Curetoniana venne dall'Egitto e fu pubblicata nel 1848 da Cureton del British Museum. Contiene i Vangeli, ma è incompleta.
c) La Peshitta , o versione siriaca comune. È del 5° secolo e dipende dall'Antica Siriaca essendone una versione riveduta. Non sono inclusi 2 Pietro, 3 Giovanni, Giuda e l'Apocalisse a causa dell'incertezza della canonicità di questi libri in quella regione.
d) La Versione Siriaca Philoxeniana Harkleana. Risale al 508 ed è così chiamata dall'autore Filossene, vescovo di Ierapoli. Contiene i libri omessi dalla Peshitta. La versione Harkleana è stata fatta da Tommaso di Harkel ed è una revisione della Philoxeniana, ma con più parti del Nuovo Testamento. Il suo valore consiste nella stretta fedeltà al testo greco che quindi è facilmente ricostruibile.
e) La Versione Siriaca Palestinese del 5° secolo. È un'opera abbastanza indipendente dalle altre siriache che circolava in Palestina. Il testo si trova per lo più in lezionari.
2. La Versione Latina . Verso il 200 d.C. in Occidente il Latino comincio via via a sostituire il greco. L'Africa del Nord, l'Italia, la Gallia meridionale e in seguito anche la Spagna ebbero bisogno di una versione latina. L'Antica Versione Latina si distingue in Africana ed Europea ed entrambe vengono indicate con le lettere minuscole a. b. k. ecc. Poiché l'Antica Versione Latina via via che veniva copiata si alterò notevolmente, Damaso, vescovo di Roma, verso il 400 diede l'incarico a Girolamo di preparare un testo standard sia per l'Antico che per il Nuovo Testamento della Bibbia latina. Non sappiamo con esattezza quale sia stato il tipo di testo greco usato da Girolamo per correggere l'Antica Versione Latina, fatto sta che per il Nuovo Testamento egli dipese molto da ques'ultima. Nacque in tal modo La Vulgata Latina che nel Medio Evo divenne il testo della Chiesa Occidentale e nel Concilio di Trento il testo ufficiale della Chiesa Cattolica Romana. Si continuò ad usare per qualche tempo l'Antica Versione Latina, ma a poco a poco questa scomparve.
3. La Versione Copta . I cristiani copti d'Egitto ebbero bisogno di una versione del Nuovo Testamento nella loro lingua. Nacquero così la Versione Sahidica (200 ?) nell'Egitto settentrionale e la Bohairica nell'Egitto meridionale. Essendo quest'ultima la più letteraria, divenne la versione ufficiale della Chiesa Copta
4. Altre versioni di minore importanza sono l'Armena, la Georgiana (basata sull'armena), l'Etiopica, la Gotica e l'Araba .
I PADRI
I cosiddetti "Padri" della Chiesa sono la terza fonte di documenti attraverso i quali possiamo testimoniare la veridicità del testo del Nuovo Testamento. In questa fonte però ci sono dei vantaggi e degli svantaggi:
I vantaggi: le citazioni dei padri riportano un testo molto antico. Di queste persone abbiamo notizie sicure dal punto di vista cronologico e geografico, per cui si può risalire al testo biblico usato in determinate regioni ed in determinato tempo.
Gli svantaggi : Le opere dei Padri a volte sono andate smarrite o ne restano solo alcuni frammenti, come ad esempio La Storia Ecclesiastica di Eusebio; inoltre i Padri hanno spesso la tendenza a citare a memoria, dando luogo ad errori; infine i Padri nelle citazioni ricorrono ora ad un testo, ora ad un altro creando confusione per la ricerca di un determinato testo.
Comunque quando si occupano espressamente
di critica testuale e citano i testi con precisione, allora le loro
citazioni sono preziosissime per il nostro scopo.
Cipriano , ad esempio cita accuratamente testi dall'
Antica Versione Latina. È evidente che in questo
caso le citazioni dei Padri e le versioni tendono a correlarsi tra loro.
Per esempio, se si trovano tre Padri Occidentali che citano un tipo di testo
che si accorda con il testo dei manoscritti che abbiamo dell'
Antica Versione Latina , allora possiamo ragionevolmente concludere
che tutti e tre hanno fatto uso di questa versione.
1. F.G. Kenion, The Text
of the Greek Bible, p. 116. Citazione tratta da E.F. Harrison, o.c., pp.
72-73
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